Alan Moore scrive Swamp Thing da Saga of the Swamp Thing #20 (gennaio 1984) a Swamp Thing #64 (settembre 1987), con Stephen Bissette, John Totleben e poi Rick Veitch ai disegni. I numeri chiave del run sono: il #21, «The Anatomy Lesson» (febbraio 1984), che riscrive l'origine del personaggio; il #29, pubblicato senza il sigillo del Comics Code; il #34, «Rites of Spring»; il #37 (giugno 1985), prima apparizione di John Constantine e inizio del ciclo «American Gothic»; l'Annual #2 (1985), discesa agli inferi; il #50, conclusione di «American Gothic»; e il #64, ultimo episodio di Moore. Il #37 è il più ricercato, con grande distacco sugli altri; il #21 viene subito dopo per la sua importanza letteraria.
All'inizio del 1984, Saga of the Swamp Thing è una serie rilanciata due anni prima per accompagnare un film, e le cui vendite non giustificano più granché. DC si prepara a chiuderla. L'editore fa allora una scommessa poco costosa: affidare il titolo a uno sceneggiatore britannico quasi sconosciuto negli Stati Uniti, Alan Moore, e lasciarlo fare ciò che vuole. Tre anni e mezzo dopo, la serie è diventata la matrice di un'intera generazione di fumetti per adulti, e uno dei suoi personaggi secondari ha una propria serie.
Questo articolo non racconta la vita di Alan Moore, che il sito tratta già nella sua biografia d'autore, né la serie televisiva del 2019. Fa una cosa precisa: individuare, numero per numero, gli albi che contano in questo run, per la lettura e per la collezione.
Il contesto: una serie con i giorni contati
Swamp Thing nasce nel 1971 in una storia breve dell'antologia House of Secrets #92, firmata da Len Wein e Bernie Wrightson. Gli stessi autori gli danno la sua serie l'anno successivo: Alec Holland, scienziato assassinato in una palude della Louisiana, rinasce come creatura vegetale. La prima serie si ferma al #24, nel 1976. Il personaggio torna nel 1982 in Saga of the Swamp Thing, lanciata per approfittare del film di Wes Craven, con Martin Pasko alla sceneggiatura. Pasko lascia la serie al #19.
Moore arriva con il #20, datato gennaio 1984, intitolato «Loose Ends». Questo primo episodio salda le trame lasciate dal predecessore. La vera partenza è il numero successivo. Ai disegni, Stephen Bissette e John Totleben formano il team che dà al run la sua atmosfera umida, prima che Rick Veitch e Stan Woch prendano il testimone, con le chine di Alfredo Alcala. Moore scrive quasi tutti i numeri fino al #64, mentre il #62 è affidato a Veitch.
I numeri chiave, in ordine di pubblicazione
Saga of the Swamp Thing #20, «Loose Ends»
Un episodio di transizione, che chiude i fili del periodo Pasko e prepara lo scenario. Da leggere per capire da dove parte Moore, non per ciò che inventa. Per un collezionista è comunque il primo numero di Alan Moore su un titolo DC regolare, il che gli dà un posto a parte nelle collezioni dedicate all'autore.
Saga of the Swamp Thing #21, «The Anatomy Lesson»
Floronic Man, un cattivo minore, pratica l'autopsia della creatura e scopre che i suoi organi non sono che imitazioni vegetali, prive di funzione. Conclusione: Swamp Thing non è mai stato Alec Holland trasformato. È una pianta che ha creduto di essere Alec Holland. In un solo numero, Moore cambia la natura del personaggio, e con essa la domanda posta dalla serie: non più «tornerà umano?», ma «che cos'è?».
Saga of the Swamp Thing #25
Bissette e Totleben vi inseriscono una silhouette di sfondo dai tratti del cantante Sting, vestita con una maglietta a righe. Non è ancora Constantine, e le fonti serie non la presentano come la sua prima apparizione. Ma è il primo segno del desiderio dei disegnatori di disegnare un personaggio con quel volto, desiderio di cui Moore farà un personaggio completo un anno dopo.
Saga of the Swamp Thing #29
La storia, che tratta di incesto e di possessione da parte di Anton Arcane, è pubblicata senza il sigillo dell'autorità di autocensura dell'epoca. Per una serie di un grande editore distribuita in edicola, è un gesto forte, che annuncia il seguito: da lì in poi Swamp Thing accetta di essere una serie horror per lettori adulti.
Saga of the Swamp Thing #34, «Rites of Spring»
Abby Arcane e Swamp Thing si dichiarano il loro amore e condividono un'esperienza allucinogena mangiando un tubero prodotto dalla creatura. L'episodio è quasi privo di azione, interamente retto dal testo e da tavole dipinte. Mostra fin dove Moore e i suoi disegnatori potevano spingere una serie mensile di un grande editore.
Swamp Thing #37
John Constantine, mago londinese di dubbia moralità, entra nella serie come guida di Swamp Thing. Questo numero apre «American Gothic», il ciclo che porta la creatura attraverso gli Stati Uniti per affrontare declinazioni dell'orrore americano. Constantine appare poi in un cameo in Crisis on Infinite Earths #4, uscito due settimane dopo. La scheda Saga of the Swamp Thing #37 ne dettaglia l'importanza.
Swamp Thing Annual #2
Per salvare l'anima di Abby, Swamp Thing scende agli inferi in un racconto costruito sul modello dell'Inferno di Dante. Vi incontra figure dell'universo soprannaturale di DC, tra cui Deadman, Spectre, Etrigan e Phantom Stranger. Moore vi pone le basi della cosmologia che altri autori riprenderanno in seguito.
Swamp Thing #50
Il numero anniversario chiude il ciclo aperto al #37 con uno scontro tra le forze del bene e del male su scala cosmica, con gran parte del cast magico di DC. È l'approdo del lavoro di costruzione iniziato nell'Annual #2.
Swamp Thing #64
Dopo un lungo esilio nello spazio, di cui il #60 «Loving the Alien» è l'episodio più sperimentale, Swamp Thing ritrova Abby. Moore conclude il suo run con un epilogo pacificato. Rick Veitch, fino ad allora disegnatore, diventa sceneggiatore a partire dal numero successivo.
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Le schede qui sopra non dicono tutto. Diversi numeri non hanno lo status di «chiave», ma contano per la lettura. Il #32, «Pog», rende omaggio a Pogo di Walt Kelly con visitatori extraterrestri dall'aspetto di animali da fumetto: una parentesi tenera in una serie cupa. I numeri dal 22 al 24 prolungano «The Anatomy Lesson» e stabiliscono il rapporto della creatura con il Green. Il ciclo «American Gothic», tra il #37 e il #50, contiene storie notevoli su lupi mannari, vampiri di un lago artificiale o violenza razziale, che si leggono come racconti quasi autonomi.
Moore inventa inoltre nel corso del run una mitologia che gli sopravvivrà: il Parlamento degli Alberi, assemblea dei precedenti elementali vegetali, e l'idea che ci siano stati molti Swamp Thing prima di questo. Rilegge anche personaggi dimenticati di DC, come Cain e Abel, Phantom Stranger o Floronic Man. È questo gusto per gli angoli del catalogo che Neil Gaiman e altri prolungheranno, e che porterà alla creazione dell'etichetta Vertigo nel 1993, raccontata nella nostra storia dell'etichetta Vertigo.
Una trappola da inventario: il cambio di titolo
La serie parte con il nome Saga of the Swamp Thing e lo mantiene per 38 numeri. A partire dal #39, il titolo diventa semplicemente Swamp Thing, senza che la numerazione riparta. Il #37, prima apparizione di Constantine, viene quindi venduto ora con l'uno, ora con l'altro nome a seconda dei venditori, mentre la copertina d'epoca porta ancora il titolo lungo. Per le tue schede, l'importante è mantenere una sola serie con numerazione continua, e annotare il titolo esatto di ogni copertina.
Altra trappola: le edizioni dette «newsstand» e «direct» coesistono in questi anni. Le prime erano destinate alle edicole, con un codice a barre, le seconde ai negozi specializzati, con un logo al suo posto. Il contenuto è identico; alcuni collezionisti hanno una preferenza, e la proporzione tra le due varia a seconda dei numeri.
A che cosa puntare in base al budget
Per un lettore, la soluzione più economica resta la raccolta: il run di Moore è stato ristampato più volte in album e in volumi rilegati, e queste edizioni riprendono l'Annual #2. Per un collezionista che vuole gli albi, esistono tre approcci.
Il pezzo unico
Il solo #37, nel miglior stato che il tuo budget permette. È l'albo che concentra l'interesse del mercato e che si rivende più facilmente. Esigi foto del dorso e dei punti metallici, e privilegia un esemplare certificato se la cifra diventa importante.
I quattro pilastri
I #20, #21, #29 e #37 formano un insieme coerente: inizio di Moore, reinvenzione del personaggio, rottura con il Comics Code, nascita di Constantine. I primi tre restano nettamente più accessibili dell'ultimo.
Il run completo
Dal #20 al #64, più l'Annual #2. È l'obiettivo più soddisfacente per un lettore, e spesso il meno costoso per numero se si acquista a lotti. I numeri dal 40 al 64 sono quelli che mancano più spesso.
Qui non è indicato alcun prezzo: le differenze tra stati sono considerevoli su albi degli anni Ottanta, e solo un esemplare preciso può essere stimato. Lo strumento di stima parte dallo stato reale del tuo numero.
Swamp Thing dopo Moore, in due parole
Rick Veitch prende il testimone e scrive 24 numeri fino a una rottura con DC, che rifiuta di pubblicare il #88. Questi episodi inediti dovrebbero uscire nel 2026 con l'etichetta Black Label, con il titolo Swamp Thing 1989. La serie prosegue poi con Doug Wheeler, Nancy A. Collins e quindi Mark Millar. Constantine, da parte sua, ottiene una propria serie già nel 1988, Hellblazer. Per lo schermo, il nostro confronto tra la serie del 2019 e i fumetti mostra che cosa deve al run di Moore, e quello dedicato al film Constantine del 2005 segue l'altro erede del run. Gli appassionati del genere troveranno altre piste nella nostra guida ai fumetti horror da collezionare.