Steve Ditko (nato il 2 novembre 1927 a Johnstown, in Pennsylvania, morto nel giugno 2018 a New York) è il disegnatore che ha dato l'aspetto a Spider-Man in Amazing Fantasy #15 (1962) e inventato l'universo visivo di Doctor Strange in Strange Tales #110 (1963). In 38 numeri di Amazing Spider-Man concepisce con Stan Lee il Dottor Octopus, l'Uomo Sabbia, la Lucertola, Electro e il Green Goblin, e ottiene a partire dal #25 un credito di coautore della trama. Lascia la Marvel nel 1966, senza spiegazioni pubbliche, e prosegue altrove un'opera più personale: Blue Beetle, la Question e Captain Atom alla Charlton, Mr. A, il Creeper e Hawk and Dove alla DC, poi, tornato alla Marvel, Speedball e Squirrel Girl. Rifiutava le interviste e lasciava parlare le sue tavole.
Steve Ditko occupa un posto strano nella storia dei fumetti. Ha co-creato uno dei personaggi di finzione più noti al mondo, eppure gran parte del pubblico ne ignora persino il nome. Non ha quasi mai concesso interviste, non si è mostrato alle convention, non ha cercato di capitalizzare sulla propria notorietà. Ha passato la seconda metà della vita a disegnare, in uno studio di Manhattan, storie che interessavano lui, a costo che interessassero poco gli altri.
Questo articolo ripercorre la sua carriera in ordine, dai racconti horror degli anni Cinquanta alle creazioni di nicchia degli anni Duemila, soffermandosi su ciò che ha realmente apportato a Spider-Man e a Doctor Strange. I confronti tra la serie animata del 2008 e i fumetti, in cui la sua influenza è visibile, sono trattati in un altro articolo; qui si tratta dell'autore.
Johnstown, l'esercito, la scuola di Jerry Robinson
Stephen John Ditko nasce in una città siderurgica della Pennsylvania, in una famiglia operaia di origine rutena. Suo padre, carpentiere all'acciaieria e disegnatore nel tempo libero, gli trasmette il gusto per i fumetti da giornale, in particolare Prince Valiant. L'arrivo di Batman nel 1939 e lo Spirit di Will Eisner finiscono di convincerlo. Si arruola nell'esercito nell'ottobre 1945, all'uscita dal liceo, e presta servizio nella Germania occupata, dove disegna già per un giornale militare.
Congedato, scopre che il suo idolo, Jerry Robinson, disegnatore di Batman, insegna in una scuola newyorkese di illustrazione. Vi si iscrive nel 1950 grazie agli aiuti riservati ai reduci. Robinson ricorderà un allievo che lavorava moltissimo e sapeva già costruire le proprie storie. È in quella classe, secondo Robinson, che Stan Lee avrebbe visto per la prima volta i disegni di Ditko.
Gli esordi professionali risalgono al 1953. La sua prima storia pubblicata è una storia romantica di sei pagine in Daring Love #1, nell'ottobre 1953. Passa poi dallo studio di Joe Simon e Jack Kirby, dove assiste l'inchiostratore Mort Meskin, un artista che ammira. Poi avvia una lunga collaborazione con la Charlton, piccolo editore del Connecticut, dove firma fin dal 1954 la copertina di The Thing! #12. Una tubercolosi lo obbliga a tornare dai genitori per curarsi per lunghi mesi.
La Atlas, poi i racconti brevi con Stan Lee
Al suo ritorno, nel 1955, comincia a lavorare per la Atlas, nome dell'epoca della futura Marvel. La sua prima storia per la casa esce in Journey into Mystery #33, nell'aprile 1956. Una crisi di distribuzione nel 1957 pone bruscamente fine alle commissioni, ed egli torna alla Charlton. Stan Lee lo richiama nell'estate 1958.
Comincia allora una produzione abbondante di racconti brevi di fantascienza e di fantastico, di circa cinque pagine, conclusi da un colpo di scena finale. Lee e Ditko li collocano in Strange Tales, Tales of Suspense, Tales to Astonish o Amazing Adventures. Il loro successo è tale che a partire dal #7, nel dicembre 1961, quest'ultimo titolo diventa Amazing Adult Fantasy e pubblica solo le loro storie. Lee racconterà che gli bastava dare a Ditko un'idea in una riga per ricevere pagine molto migliori di quanto sperasse. È già il metodo che farà la fortuna della Marvel.
Spider-Man: ciò che Ditko ha apportato
Quando Stan Lee ottiene dal suo editore il diritto di lanciare un supereroe adolescente, affida prima il progetto a Jack Kirby. Le prime pagine di Kirby, troppo eroiche per i suoi gusti, non gli vanno bene. Si rivolge a Ditko, che riprende il personaggio da zero.
Amazing Fantasy #15
Ditko disegna la storia di undici pagine che presenta Peter Parker, dettagliata nel nostro articolo sulla prima apparizione di Spider-Man. Crea un costume che copre interamente il volto, il che nasconde un viso da ragazzo e aggiunge mistero, suole morbide per la capacità di aderenza, lanciaragnatele fissati al polso anziché un'arma alla cintura. Ironia della storia, la copertina del numero è alla fine disegnata da Kirby.
Il numero vende bene e Spider-Man ottiene la sua serie. Nel corso di 38 numeri, Lee e Ditko costruiscono la galleria di avversari più solida dell'editore: il Dottor Octopus al #3, l'Uomo Sabbia al #4, la Lucertola al #6, Electro al #9, il Green Goblin al #14, senza contare l'Avvoltoio, Mysterio o Kraven. Ditko costruisce una parte crescente delle trame nel quadro del metodo Marvel e chiede di esserne accreditato. Lo ottiene a partire dal #25, datato giugno 1965.
Il culmine di questo periodo è generalmente collocato al #33, terza parte di un arco in cui Spider-Man, bloccato sotto una macchina di diverse tonnellate, si libera con la sola forza di volontà pensando a suo zio e a sua zia. Le prime pagine di questo numero, quasi senza azione esterna, sono diventate un riferimento della costruzione drammatica. Ditko lascia anche una traccia più discreta ma duratura: il piccolo riquadro in alto a sinistra della copertina, con il volto dell'eroe, il nome dell'editore e il prezzo, che introduce al #2 e che la Marvel generalizza poi su tutti i suoi titoli.
Doctor Strange, ovvero l'astrazione
Nel luglio 1963, in Strange Tales #110, Ditko presenta uno stregone, il Dottor Strange. Ne disegna le avventure con una libertà grafica senza equivalenti all'epoca: dimensioni impossibili, prospettive contorte, paesaggi che sembrano usciti da un sogno. Tra il #130 e il #146 della serie, da marzo 1965 a luglio 1966, un arco di diciassette episodi culmina con l'apparizione di Eternità, una silhouette umana riempita di stelle che personifica l'universo.
Queste tavole diventano un oggetto di culto nei campus americani, dove alcuni lettori le credono ispirate da droghe allucinogene. Ditko, uomo di grande rigore personale, ne è profondamente offeso. Non ha mai rivendicato altra fonte che la sua immaginazione.
Ditko disegna anche altri eroi dell'editore nella stessa epoca. Firma l'ultimo numero della prima serie di Hulk, poi rilancia il personaggio in Tales to Astonish a partire dal #60, dove concepisce il Leader. Disegna tre episodi di Iron Man in Tales of Suspense, dalla fine del 1963 all'inizio del 1964, tra cui quello che presenta la prima versione dell'armatura rossa e oro.
L'addio del 1966
A metà degli anni Sessanta, Lee e Ditko non si parlano più. Le tavole transitano per intermediari. Le cause della rottura non sono mai state chiaramente stabilite, e le testimonianze divergono. Si è a lungo detto che i due si fossero scontrati sull'identità segreta del Green Goblin; Ditko ha contestato questa versione, affermando che in quel periodo non c'erano più scambi tra loro. John Romita, che gli succede su Spider-Man, evocherà disaccordi su più o meno tutto. Lo stesso Lee riconoscerà di non aver mai davvero conosciuto Ditko sul piano personale.
I Bullpen Bulletins dei numeri datati luglio 1966 annunciano la sua partenza per motivi personali. Non tornerà su Spider-Man. Nel 1992, durante un incontro, Lee gli proporrà una graphic novel del personaggio; Ditko rifiuterà, spiegando di non provare più gli stessi sentimenti per lui.
Collezioni questa serie?
Tieni traccia di ciò che possiedi, di ciò che ti manca e di quanto vale la tua collezione. Prova di 7 giorni.
Iniziare la prova →Charlton, DC, Mr. A: l'opera personale
Tornato alla Charlton, dove le tariffe sono basse ma la libertà è grande, Ditko riprende Captain Atom, che aveva co-creato nel 1960 in Space Adventures #33, rilancia il Blue Beetle e crea la Question, un giustiziere senza volto dalle convinzioni inflessibili. Disegna anche sedici racconti horror ad acquerello per le riviste Creepy ed Eerie.
Nel 1967, in una rivista indipendente diffusa in abbonamento e sfuggente così al codice di autocensura, pubblica Mr. A, un personaggio che spinge fino in fondo la filosofia oggettivista che ha adottato: il bene e il male vi sono assoluti, e l'eroe non scende mai a compromessi. Ditko tornerà a questo personaggio fino agli anni Duemila. È la chiave per capire la seconda parte della sua carriera: i suoi racconti diventano dimostrazioni morali, talvolta a scapito del loro pubblico.
Alla DC, a partire dal 1968, crea il Creeper in Showcase #73 e Hawk and Dove in Showcase #75, poi, negli anni Settanta, Shade, the Changing Man e il guerriero fantasy Stalker. Queste serie sono brevi, ma diversi dei loro personaggi saranno ripresi da altri autori e conosceranno una seconda vita, come Shade in una linea per adulti dell'editore.
Il ritorno alla Marvel e gli ultimi decenni
Ditko torna alla Marvel nel 1979 come disegnatore su commissione. Riprende Machine Man, disegna Micronauts, poi gli ultimi due anni di Rom. Nel 1988, con Tom DeFalco, crea Speedball in un annual di Amazing Spider-Man, e disegna i dieci numeri della sua serie. Nel 1992, con lo sceneggiatore Will Murray, crea Squirrel Girl, un personaggio inizialmente comico che diventerà decenni dopo una delle eroine più popolari dell'editore.
Lavora anche per piccoli editori indipendenti negli anni Ottanta, poi per la Valiant all'inizio degli anni Novanta. Gli ultimi decenni sono dedicati a pubblicazioni a bassa tiratura, spesso realizzate con il suo amico editore Robin Snyder, in cui sviluppa i propri personaggi e le proprie idee. Muore nel suo appartamento di Manhattan nel giugno 2018, a novant'anni.
Collezionare Ditko
Per un collezionista, l'opera di Ditko si divide in tre cerchi. Il primo, molto ricercato, è quello delle prime apparizioni Marvel: Amazing Fantasy #15 (vedi anche il suo valore), Amazing Spider-Man #1, il #14 e il suo Green Goblin, e Strange Tales #110. Il secondo è quello dei 38 numeri di Spider-Man e dell'arco di Doctor Strange, che formano insiemi completi e leggibili. Il terzo, più di nicchia, raggruppa le serie Charlton e DC, nonché le pubblicazioni indipendenti: interessano soprattutto gli appassionati dell'autore, e i loro primi numeri, come quello della Question o del Creeper, hanno guadagnato visibilità man mano che questi personaggi sono stati adattati.
Un consiglio proprio di Ditko: le sue tavole originali e le sue dediche sono rarissime, dato che rifiutava la maggior parte delle sollecitazioni. Ogni firma presentata come sua merita dunque un esame particolarmente attento.