Il miglior run di Doom Patrol è quello di Grant Morrison e Richard Case, dal numero 19 al 63 (1989-1993), davanti alla creazione di Arnold Drake e Bruno Premiani (1963-1968) e al rilancio di Gerard Way e Nick Derington (2016). Qui sono classificati cinque gruppi. Per ciascuno indichiamo i numeri di partenza, il pubblico a cui è rivolto e il formato da preferire, numeri originali o edizioni in raccolta.
Pochi team di fumetti vengono collezionati per i loro sceneggiatori più che per i loro personaggi. Doom Patrol è l'esempio più chiaro: Cliff Steele, Rita Farr e Larry Trainor non attirano nessuno da soli, ma una manciata di autori ha trasformato questo gruppo di sopravvissuti in un laboratorio in cui il genere viene ribaltato. Classificarne i run significa quindi classificare punti di vista.
Come sempre in questa guida, solo le informazioni verificate (autori, numeri, date) sono presentate come fatti; l'analisi è nostra, senza riproduzione di tavole o dialoghi protetti.
Come abbiamo classificato questi run
Per questo team una classifica per vendite o per longevità non avrebbe senso: le serie più durature non sono le più memorabili. Abbiamo valutato la portata del cambiamento che ogni sceneggiatore ha imposto al concept, quanto l'insieme si legga senza conoscere i predecessori, e la sua traccia nei rilanci che sono seguiti. Un run che non ha lasciato nulla, anche se ben scritto, scivola in basso nella lista.
Basta una breve cornice storica. Tutto comincia in My Greatest Adventure #80, con data di copertina giugno 1963, molto prima che la squadra ricevesse un titolo proprio. Le uscite successive si distribuiscono su più serie consecutive, da cui la numerazione sovrapposta: un "numero 19" qui indica quello del 1989, non un altro. Lo tenga presente leggendo i riferimenti.
Top 1: Grant Morrison e Richard Case, Doom Patrol (1989-1993)
Morrison subentra alla serie con il numero 19, datato febbraio 1989, e la scrive fino al numero 63. Richard Case disegna gran parte del periodo. Il punto di partenza è audace: se la squadra è composta da persone spezzate, anche la storia può esserlo. Crazy Jane, una donna con molte personalità, ognuna dotata di un potere, compare già nel numero 19. La Brotherhood of Dada appare nel numero 26, e Danny the Street, una strada vivente, nel numero 35.
Questo run domina perché cambia ciò che un fumetto mainstream può dire: dissociazione, lutto, identità, sotto uno strato di surrealismo apertamente assunto. È diventato la matrice di ogni lettura successiva del titolo, compresa la serie televisiva che ne trae la fonte. Più tardi il titolo è entrato nell'imprint Vertigo.
È rivolto al lettore pronto a disorientarsi, ed è più accessibile di quanto si dica: la storia si segue senza letture pregresse degli anni Sessanta. Per la collezione, il numero 19 è la tappa naturale; per la lettura esiste un omnibus dedicato al run, e raccolte separate riuniscono gli archi in ordine. Come sempre, controlli l'intervallo di numeri coperto prima di comprare.
Top 2: Arnold Drake e Bruno Premiani, My Greatest Adventure e poi Doom Patrol (1963-1968)
La creazione della squadra è opera di Arnold Drake e del disegnatore Bruno Premiani, con Bob Haney nei primi numeri. My Greatest Adventure #80 presenta Robotman, Elasti-Girl e Negative Man intorno al Capo, Niles Caulder. Il titolo diventa Doom Patrol dal numero 86, nel 1964, e prosegue fino al numero 121, nel 1968. Beast Boy debutta nel numero 99, nel novembre 1965.
Perché questo posto: l'idea di eroi che sono innanzitutto vittime, i cui poteri sono mutilazioni, era nuova per l'epoca, e fissa un tono che gli autori successivi raccolgono o capovolgono. Le storie sono più semplici di quelle di Morrison: avversari colorati, cambi di tono apertamente assunti, una malinconia di fondo. Il tratto di Premiani dà all'insieme un'identità immediata.
Questo run interessa il lettore della Silver Age e il collezionista di prime apparizioni. Per la lettura esistono volumi d'archivio e raccolte in bianco e nero dell'epoca; per possedere i numeri singoli, metta in conto uno stato variabile e una domanda concentrata sui numeri di avvio.
Top 3: Gerard Way e Nick Derington, Doom Patrol (2016)
La serie inaugura nel 2016 l'imprint Young Animal di DC, sotto la direzione di Gerard Way, già noto come creatore di The Umbrella Academy. Nick Derington disegna. Way accoglie l'eredità di Morrison ma la sposta su un registro più pop e più colorato, con vignette che giocano con l'impaginazione tanto quanto con il significato.
Questo run conta perché dimostra che l'approccio del 1989 può essere esteso senza diventare un pastiche. È anche uno dei rari casi di rilancio lodato per la sua posizione più che per la fedeltà alla continuity. È adatto al lettore che conosce già Morrison, o a chi ama l'estetica dell'imprint. Way torna ai temi della squadra, il corpo ferito, la memoria, l'identità, ma li tratta con un'energia che deve tanto al rock e al fumetto indipendente quanto al supereroe, il che spiega perché la serie abbia diviso tanto quanto affascinato.
Per la collezione, è un'uscita degli anni Dieci: il valore di mercato non è stabilito, e non forniamo alcun rapporto né tiratura. Ciò che lo muoverà dipende da quanto durerà l'attenzione per l'imprint, da eventuali adattamenti futuri e dalla reale scarsità dei primi numeri. L'edizione in raccolta è la scelta prudente.
Top 4: Rachel Pollack e Linda Medley, Doom Patrol (1993-1995)
Rachel Pollack succede a Morrison con il numero 64 e scrive la serie fino al numero 87, nel 1995. Il disegno è affidato a più mani, tra cui quella di Linda Medley. Pollack prolunga la stranezza senza copiarne il metodo, con un gusto marcato per il misticismo e i tarocchi, e introduce Coagula, un personaggio transgender raro nei fumetti dell'epoca.
Questo run merita il suo posto per ciò che tenta: proseguire un'opera impressionante come quella di Morrison senza imitarla. È discontinuo, ed è questa la ragione del suo rango. È rivolto al lettore che ha esaurito Morrison e vuole vedere come la squadra è sopravvissuta a quel modello.
Per la collezione, questi numeri singoli sono citati meno di quelli del 1989 e restano accessibili uno per uno. Per la lettura, verifichi se il periodo è stato raccolto nella sua lingua, perché l'offerta è più scarsa rispetto al ciclo precedente. Tenere il conto numero per numero evita i doppioni, frequenti quando si compra a lotti.
Colleziona questa serie?
Tenga traccia di ciò che possiede, di ciò che le manca e del valore della sua collezione. Prova gratuita di 7 giorni.
Inizia la mia prova →
Top 5: John Byrne, Doom Patrol (2004)
John Byrne scrive e disegna il lancio del 2004, la sua versione della squadra. Invece di prolungare la vena surrealista, riprende l'impostazione dei primi tempi e torna a un supereroismo più classico. La scelta è dibattuta, ed è per questo che questo run chiude la nostra classifica: è leggibile, ma non ha avuto l'eco dei precedenti. Byrne lavora da solo sia alla scrittura sia ai disegni, come è sua abitudine, il che dà all'insieme un'unità visiva che manca ai cicli con più disegnatori.
Il suo interesse è soprattutto documentario: permette di misurare la forza della svolta compiuta quindici anni prima, vedendo cosa diventa Doom Patrol quando la svolta del 1989 viene rifiutata. È rivolto agli ammiratori di Byrne e ai collezionisti che vogliono un panorama completo della serie.
Per la collezione, la tiratura di una serie di metà anni Duemila resta modesta nella memoria del mercato, e la pressione è scarsa. Se può acquistare un solo lotto, lasci questo per ultimo.
E il rilancio del 2026?
Il primo numero di The Doom Patrol, con Darcy Van Poelgeest alla sceneggiatura e Niko Henrichon ai disegni, è uscito il 2 settembre 2026. È troppo presto per classificarlo: nessun dato pubblico di mercato lo copre, e il numero di albi previsti non è stato annunciato. Il nostro articolo sui numeri chiave descrive ciò che è stabilito e ciò che non lo è.
Da dove cominciare, in base al suo profilo
Per scoprire Doom Patrol senza bagagli, inizi dal numero 19 del 1989: la serie si segue senza conoscere gli anni Sessanta, ed è la migliore anteprima di ciò che la squadra sa fare. Se preferisce l'ordine cronologico, apra My Greatest Adventure #80 e poi i primi numeri di Doom Patrol, con il loro tono da romanzo a puntate.
Se ha apprezzato la serie televisiva, legga prima Morrison, perché l'adattamento lo prende come modello, poi il rilancio del 2016. Se conosce già l'autore, la nostra guida a Grant Morrison mostra dove collocare Doom Patrol nella sua carriera, prima di Animal Man o The Invisibles.
Per un lettore di fretta, un consiglio: legga l'inizio del ciclo di Morrison, dall'arrivo di Crazy Jane a quello della Brotherhood of Dada, prima di decidere se proseguire. Quei sette numeri circa danno l'essenza del metodo dell'autore, dall'umorismo nero alla tenerezza per personaggi che il mondo ha respinto, e bastano a capire se il resto fa per lei.
Quanto valgono questi run come oggetti da collezione
Il valore di mercato di Doom Patrol si concentra su pochi numeri: la prima apparizione del 1963, quella di Beast Boy nel 1965 e l'inizio del run del 1989. Tra quei traguardi, la maggior parte dei numeri singoli si completa senza fatica. Il valore di un run non si legge quindi nell'intera serie, ma nei suoi numeri di svolta, e il resto dipende dal piacere della lettura.
Per un numero antico, il metodo consiste nel confrontare diverse vendite concluse nello stesso stato, facendo attenzione agli scarti tra copie valutate e non valutate. Per un'uscita recente, il valore di mercato non è stabilito; cambierà con la durata della serie e con l'interesse duraturo per l'imprint. Rilegga i nostri riferimenti di valutazione prima di decidere di inviare una copia per la gradazione.
Infine, distingua nel suo inventario i numeri originali dalle edizioni in raccolta: una collezione completa della serie del 1989 non è la stessa cosa di un omnibus con lo stesso contenuto. Tenere il conto numero per numero, seguendo il nostro metodo di gestione delle collezioni, evita riacquisti accidentali su un titolo la cui numerazione si sovrappone.
Domande frequenti
Quello di Grant Morrison e Richard Case, dal numero 19 al 63 (1989-1993). Ha ridefinito il concept e resta il riferimento per tutti i rilanci. La creazione di Arnold Drake e Bruno Premiani (1963-1968) viene al secondo posto, come fondamento storico.
No. Il numero 19 del 1989 si legge da solo, e lo sceneggiatore riassume ciò che serve del passato della squadra. I numeri degli anni Sessanta arricchiscono la lettura, soprattutto per misurare ciò che Morrison ribalta, ma non condizionano la comprensione.
Sì, si basa innanzitutto sul run di Morrison, riordinando gli archi e aggiungendo umorismo. Il nostro confronto descrive ciò che viene mantenuto e ciò che cambia, senza rivelare i finali. Leggere il run originale offre una base solida per capirla.
Apra il primo numero di Doom Patrol di Gerard Way e Nick Derington (2016). Si legge con una certa curiosità verso Morrison, senza richiedere letture precedenti, e fissa il tono dell'imprint. Lo legga preferibilmente dopo il run del 1989.
Per la lettura bastano un omnibus o le raccolte per arco, che si acquistano in pochi passaggi. Per possedere i numeri originali, inizi dal numero 19 e poi completi la serie. Controlli sempre l'intervallo di numeri coperto prima di comprare.
Possiede My Greatest Adventure #80 o Doom Patrol #19? Lo stimi confrontando le vendite concluse con lo stato.
Stima il mio fumetto