X-Factor n. 1 (1986): valore, edizione e insidie d'acquisto, illustrazione articolo

X-Factor n. 1, datato febbraio 1986, avvia una serie che riunisce i cinque X-Men originali attorno a una Jean Grey che ritorna. Non risorge in questo numero: Avengers n. 263 e Fantastic Four n. 286, datati gennaio 1986, preparano prima la sua ricomparsa. Il numero è attribuito a Bob Layton e Jackson Guice. I collezionisti lo cercano come primo numero di una serie di 70 e come punto di partenza dell'epoca post-Phoenix.

Il ritorno di un personaggio raramente entra in un solo numero, e quello di Jean Grey nel 1986 si distribuisce su tre testate e due mesi di copertine. Chi cerca «il numero della resurrezione» si trova davanti tre candidati, e il più famoso non è necessariamente il più giustificato. X-Factor n. 1 è quello che i collezionisti ricordano, perché porta l'etichetta della serie e la riunione della squadra.

Come sempre in questa guida, solo le informazioni verificate (autori, numeri, date) sono presentate come fatti; l'analisi è nostra, senza riproduzione di pagine o dialoghi protetti.

Scheda di X-Factor #1: numero, anno e perché è un numero chiave

X-Factor n. 1: data di pubblicazione, squadra creativa e contenuto

Il numero è datato febbraio 1986 e quindi esce dopo i due di gennaio che preparano il terreno. Bob Layton è legato al lancio della serie e Jackson Guice si occupa dei disegni di questo primo numero. Per le chine, i colori e il lettering, le schede di riferimento non sempre concordano; solo la pagina dei crediti della sua copia chiude la questione, ed è meglio fotografarla prima di pubblicare un elenco di collaboratori.

Ciò che il numero mette in scena è semplice da enunciare: i cinque membri fondatori degli X-Men del 1963, Cyclops, Angel, Beast, Iceman e Jean, si ritrovano nella stessa squadra. Il gruppo si presenta al pubblico come un'agenzia che caccia mutanti pericolosi, mentre in realtà cerca di proteggere i giovani mutanti dalle persecuzioni. Questo paradosso di una facciata è la vera invenzione del lancio: la serie parte da una menzogna apertamente dichiarata, non da una semplice riunione di veterani.

Per Scott Summers, il ritorno di Jean non è una festa senza conseguenze. Lui conviveva con Madelyne Pryor, e la serie apre, fin dal primo numero, la questione di che fine farà quella vita. È questo nodo personale, più dei combattimenti, a spingere la testata nei suoi primi anni.

Contesto editoriale: una serie costruita su un ritorno in tre tempi

Alla fine del 1985 e all'inizio del 1986, la morte di Jean in Uncanny X-Men n. 137 ha ormai sei anni, e Marvel ha lasciato la questione in sospeso. La riapparizione passa da due numeri di gennaio 1986. In Fantastic Four n. 286, John Byrne, che aveva disegnato la caduta di Jean nel 1980, partecipa come sceneggiatore; è un richiamo a un ciclo da chiudere. Avengers n. 263 presenta lo stesso evento dal lato degli Avengers, dove Jean viene ritrovata in un bozzolo in fondo alla baia di Jamaica.

Il punto di precisione è cruciale: in quei due numeri, la Jean Grey che torna viene presentata come la vera Jean, che non è mai stata Phoenix. L'entità cosmica ne aveva copiato forma e ricordi mentre la vera Jean dormiva nel bozzolo. Questa spiegazione, aggiunta a posteriori, è ciò che permette a Marvel di rilanciare il personaggio senza sconfessare la saga del 1980. X-Factor n. 1 racconta poi che cosa succede quando questa Jean si unisce agli altri, ma non la fa risorgere da sola.

Il lancio si inserisce inoltre in un periodo in cui l'editore moltiplica le serie derivate intorno ai mutanti. X-Factor si distingue da Uncanny X-Men per i suoi autori e il suo tono, e la sua squadra si sovrappone a quella della serie madre solo attraverso i personaggi di partenza.

Perché X-Factor n. 1 è diventato un numero chiave

Tre ragioni si sommano, e nessuna è la prima apparizione di un personaggio. La prima è il suo status di numero d'apertura: inaugura una serie che si protrae fino al 1991, cioè settanta numeri. La seconda è il suo ruolo nella mitologia di Jean Grey, poiché è il numero in cui la squadra originale viene vista riunita per la prima volta dopo la Saga di Dark Phoenix. La terza sta in ciò che la serie costruisce in seguito: la sua estensione più nota, il crossover Inferno del 1988-1989, e l'arrivo di Apocalypse, la cui prima apparizione le fonti collocano nel n. 5 del 1986.

Quest'ultimo dettaglio cambia il modo in cui il mercato lo legge. Apocalypse è uno dei grandi cattivi di Marvel, e il n. 5 è spesso più ricercato del n. 1 proprio per questo. Il primo numero svolge un altro ruolo: quello di punto d'ingresso storico e di pezzo di completamento, non di pezzo su cui scommettere per un adattamento del personaggio.

Nella nostra classifica dei run di Jean Grey, la serie occupa il quarto posto. Lì viene giudicata per la sua lettura, non per la sua rarità, e quel rango riassume bene ciò che ci si può aspettare: una serie che vale la pena conoscere, meno apprezzata delle grandi saghe degli anni Settanta e Ottanta.

Ciò che muove il valore di X-Factor n. 1: stato, canale di vendita, tiratura

Il numero non è raro in senso stretto: è stato prodotto per un pubblico ampio, in un'epoca in cui i mutanti vendevano bene. Il suo prezzo dipende quindi soprattutto dallo stato di conservazione. Un numero del 1986 si conserva meglio di uno del 1963, ma ha i suoi difetti: un dorso segnato dalla lettura, angoli ammorbiditi, colori di copertina sbiaditi. Tra una copia molto ben conservata e una copia da lettura, il divario di valore è netto e si misura in multipli, non in percentuali.

Il primo riflesso di un collezionista esperto è chiedersi se la copia sia da edicola o da fumetteria. Nel 1986 Marvel distribuisce i suoi titoli su entrambi i canali, e la differenza si vede sulla copertina: la copia da edicola ha il codice a barre, quella da fumetteria una piccola casella illustrata in quello stesso spazio. Le copie da edicola sono meno numerose in condizioni eccellenti, perché venivano maneggiate con meno cura.

L'ultimo fattore è l'equilibrio tra offerta e domanda del momento. L'annuncio di un film o di una serie sulla squadra fa crescere la domanda per i primi numeri della testata, non solo per il n. 1. Per stimare un prezzo ragionevole, confronti le vendite concluse nello stesso grado e non le inserzioni pubblicate, che mostrano speranze.

Distinguere un'edizione dall'altra: tirature e ristampe

Per un numero del 1986, la questione non è distinguere diverse copertine alternative, che allora non esistevano, ma riconoscere l'originale tra le ristampe. Il numero originale si riconosce dalla data di copertina, dall'indirizzo dell'editore e dal numero di volume stampato nelle indicazioni legali. Una ristampa successiva, qualunque sia la sua forma, non porta questi stessi segni, e le indicazioni legali lo dicono con chiarezza.

Le storie di Layton e Guice sono state ristampate in edizioni raccolte nel corso dei decenni. Questi volumi sono comodi da leggere, ma non contano come numero chiave. Se un venditore pubblicizza «X-Factor n. 1» fotografando un'edizione raccolta, o un numero di una serie successiva con lo stesso titolo, non riceverà ciò che cerca. In seguito Marvel ha rilanciato una testata X-Factor con una nuova numerazione; il catalogo le distingue per volume, ed è questo il campo da leggere.

In caso di dubbio su un'edizione, guardi il numero di volume stampato, la data e la riga dell'editore. Una copia venduta senza quelle informazioni visibili dovrebbe spingerla a chiedere nuove foto prima di qualsiasi acquisto.

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X-Factor n. 1 (1986): le sezioni di questo articolo, in ordine di lettura

Insidie d'acquisto

La prima insidia è la confusione dei volumi, già menzionata: la testata X-Factor ha avuto più serie, e quella del 1986 è il volume 1. La seconda riguarda la paginazione: una copia il cui blocco centrale si è staccato, o dalla quale è stata strappata una pagina pubblicitaria, perde valore anche se la copertina resta presentabile. Chieda foto dell'interno e non solo della copertina.

La terza insidia riguarda le menzioni di «prima apparizione» o «resurrezione di Jean Grey» nelle inserzioni. Un annuncio che presenta questo numero come il momento esatto in cui Jean torna in vita semplifica una cronologia che si estende su tre testate. Non è sbagliato in senso stretto, ma la formulazione può giustificare un sovrapprezzo che il mercato non concede a un numero di completamento. Tenga presente che Avengers n. 263 e Fantastic Four n. 286, datati gennaio 1986, sono i numeri che annunciano il ritorno, e anche quelli si scambiano.

Ultima insidia: le copertine restaurate o ricolorate. Su un numero di quest'epoca, un ritocco con pennarello sul bordo del dorso si vede con luce radente. Se il venditore non ne parla, lo consideri un difetto.

Numeri vicini che contano anch'essi

Intorno a X-Factor n. 1 si raggruppano tre famiglie di numeri. I due di gennaio 1986, Avengers n. 263 e Fantastic Four n. 286, formano l'evento del ritorno; sono spesso venduti in coppia, ed è un buon modo di documentare l'arco. X-Factor n. 5, con la prima apparizione di Apocalypse secondo le fonti, è l'altro numero da tenere d'occhio nella serie. Gli episodi di Inferno, tra il 1988 e il 1989, chiudono il ciclo di Madelyne Pryor e sono un obiettivo per chi costruisce una raccolta di crossover.

Più avanti nella storia di Jean, Uncanny X-Men n. 101 e n. 129 restano i grandi riferimenti, come descritto nella nostra guida ai numeri chiave di Jean Grey. Sono pezzi di un'altra fascia di prezzo, e sarebbe imprudente metterli sullo stesso piano del primo numero di una serie derivata. X-Factor è un'ancora per il periodo post-Phoenix, non un sostituto dei numeri del 1976 e del 1980.

Se arriva alla serie per i disegni, il periodo in cui Walter Simonson illustra la testata merita una deviazione; la nostra pagina dedicata a Walt Simonson dice che cosa Simonson ha firmato altrove.

Che cosa cambia la valutazione di X-Factor n. 1

Un numero del 1986 ha avuto condizioni di conservazione più favorevoli rispetto a uno degli anni Sessanta: carta più candida, colori più stabili, molte copie conservate in scatola dai collezionisti dell'epoca. Per questo il numero di esemplari in grado molto alto è ampio, e la valutazione aggiunge poco al valore di un numero che non è raro. Un grado più alto ripaga solo se la differenza di stato si nota a occhio nudo.

Il rapporto da tenere d'occhio è questo: più esemplari esistono vicini alla perfezione, più è fragile il premio dell'ultimo gradino, perché dipende dalla pazienza dell'acquirente. Al contrario, una copia di grado medio resta facile da rivendere, dato che la domanda per il completamento è costante. Se esita tra valutare e una copia non valutata, cominci confrontando le vendite concluse delle due categorie, verificando che l'edizione da edicola o da fumetteria sia la stessa.

Consideri anche le spese: far valutare un numero che intende leggere non ha senso. È giustificato per una copia che pensa di conservare a lungo o di passare a un appassionato esigente.

Come registrarlo in una collezione

Registri X-Factor n. 1 sotto la serie X-Factor volume 1 (1986-1991), non sotto i volumi successivi. Annoti sulla scheda l'edizione (edicola o fumetteria), il grado e i difetti riscontrati. Aggiunga un promemoria: l'evento del ritorno di Jean Grey va completato con i due numeri di gennaio 1986, per non dimenticare la cornice della storia.

Per una collezione centrata su Jean, un percorso ragionevole va da Uncanny X-Men n. 101 a n. 137, poi ai tre numeri del 1986, e prosegue con il n. 5 della serie X-Factor se vuole Apocalypse. Per una collezione centrata sulla squadra, aggiunga la costruzione verso Inferno. In entrambi i casi, la domanda da porsi prima di comprare è la stessa: questo numero colma un vuoto nella cronologia, o duplica una copia che possiede già?

Conclusione: un numero di passaggio più che di rarità

X-Factor n. 1 si guadagna il suo posto tra i numeri chiave della metà degli anni Ottanta per ciò che apre, non per ciò che inventa. Colloca la squadra originale in una cornice nuova, fa da ingresso a una serie di 70 numeri e prolunga un evento del gennaio 1986 che non va attribuito a lui. Con questa sfumatura in mente, eviterà di comprare una leggenda al posto di un numero.

X-Factor n. 1 (1986): le domande frequenti a cui risponde questo articolo

Domande frequenti

Non in senso stretto. Il suo ritorno è preparato in Avengers n. 263 e Fantastic Four n. 286, entrambi datati gennaio 1986, dove si scopre che la vera Jean aspettava in un bozzolo. X-Factor n. 1, datato febbraio 1986, la mostra già tornata e riunita con gli altri quattro X-Men originali.

Bob Layton avvia la serie e Jackson Guice disegna questo primo numero. Louise Simonson si occupa poi della sceneggiatura e Walter Simonson diventa in seguito il disegnatore. Per le chine e i colori, le schede divergono: consulti la pagina dei crediti della copia piuttosto che un elenco trovato online.

No. Le fonti collocano la prima apparizione di Apocalypse in X-Factor n. 5, del 1986. Il primo numero presenta la squadra e il suo principio di base, quello di un'agenzia di cacciatori di mutanti. Per questo il n. 5 è spesso più ricercato del primo numero.

La testata X-Factor è stata rilanciata più volte, con una nuova numerazione ogni volta. Quello del 1986 è il volume 1, datato febbraio 1986 per il n. 1 e concluso nel 1991 dopo 70 numeri. Controlli mese e anno sulla copertina, poi le indicazioni legali sul retro della prima pagina.

Dipende da ciò che vuole documentare. Da solo, il n. 1 serve come punto d'ingresso della serie. Con i due numeri di gennaio 1986, riunisce l'intero evento del ritorno di Jean Grey. I tre vengono spesso venduti separatamente, il che le permette di acquisirli man mano che si presentano le occasioni.

Possiede X-Factor n. 1 o uno dei due numeri di gennaio 1986? Lo faccia valutare, indicando edizione e stato di conservazione.

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