Wonder Woman 1984(2020)Patty Jenkins, conGal Gadot, continua le avventure dell'Amazzonia (All Star Comics #8, 1941) negli anni '80, affrontandoGhepardo(Wonder Woman #6, 1943) eMaxwell Signore(Justice League n. 1, 1987). Il film riprende questi nemici emblematici e l'idealismo di Diana, ma inventa una trama attorno a una pietra dei desideri. Ecco il confronto dettagliato, film contro fumetti.
Attesissimo sequel del successo del 2017, Wonder Woman 1984 trasporta l'Amazzonia nell'America degli anni '80. Si basa sulla galleria di nemici del personaggio. Decrittazione sorgente per sorgente.
Come in ogni articolo di questa serie, vengono indicate solo le informazioni verificate (creatori, distribuzione, date, numeri dei fumetti); l'analisi comparativa è nostra, senza riprodurre dialoghi o immagini protette.
Titolo:Wonder Woman 1984 (2020)
Direttore:Patty Jenkins
Attori:Gal Gadot (Diana), Chris Pine (Steve Trevor), Kristen Wiig (Cheetah), Pedro Pascal (Maxwell Lord)
Uscita :Dicembre 2020
Studio:Warner Bros.
All Star Comics #8(1941) — Prima apparizione di Wonder Woman
Wonder Woman #6(1943) - Prima apparizione di Cheetah
Lega della Giustizia n.1(1987) — Prima apparizione di Maxwell Lord
L'armatura d'oro dell'Aquila— equipaggiamento iconico
- Dianae il suo idealismo, paladino della verità.
- Ghepardo(Barbara Minerva), il felino nemico.
- Maxwell Signore, il manipolatore assetato di potere.
- Lelazo della veritàe attrezzature iconiche.
- L'armatura d'orodell'Aquila, dai fumetti.
- La trama (la pietra dei desideri) lo èoriginale.
- Leritorno di Steve Trevorè una molla inventata.
- Maxwell Signorevede i suoi poteri reinventati.
- Il tono, altro ancorafantasioso, evoca gli anni '80.
- Alcunioriginisono riorganizzati.
Wonder Woman, paladina della verità
Wonder Woman 1984 continua la storia di Diana, l'Amazzone nata in All Star Comics #8 (1941), creata da William Moulton Marston e Harry G. Peter. Il film la ritrova negli anni '80, ormai ambientata nel mondo degli uomini mentre continua la sua lotta per la verità e la giustizia. Fedele allo spirito del personaggio, il film mette in risalto il suo idealismo, la sua compassione e il suo legame con la verità, incarnati dal lazo d'oro che obbliga chiunque a non mentire. Gal Gadot ritorna al ruolo che l'ha consacrata, portando con sé il luminoso idealismo dell'Amazzonia, in contrasto con il mondo materialista e avido degli anni '80 che il film descrive.
Il film ancora la sua storia al tema della verità, centrale in Wonder Woman. In un'epoca segnata dagli eccessi, dalle bugie e dalla frenetica ricerca dei desideri, Diana difende l'autenticità e la verità dalle illusioni. Questa dimensione morale, fedele allo spirito del personaggio concepito da Marston come modello di virtù, struttura la storia. Il film introduce anche l'armatura dell'Aquila reale, equipaggiamento leggendario dei fumetti, che conferisce a Wonder Woman un aspetto spettacolare. Questa fedeltà all'idealismo e all'iconografia del personaggio colloca il film nella continuità del successo del 2017, nonostante una trama più fantasiosa.
Ghepardo, il nemico felino
Il film introduce Cheetah, uno dei più grandi nemici di Wonder Woman. Il personaggio appare per la prima volta in Wonder Woman # 6 (1943) nei panni di Priscilla Rich, prima che la versione moderna - Barbara Minerva - fosse creata negli anni '80. Il film adatta questa versione: Barbara Minerva, una scienziata schiva e consapevole, invidiosa di Diana, che desidera essere come lei prima di trasformarsi, attraverso un desiderio, in una formidabile creatura felina. Kristen Wiig incarna questa traiettoria, da donna timida a predatrice, fedele alla dimensione tragica del personaggio, la cui metamorfosi nasce da un desiderio di potere e riconoscimento.
Questa rilettura di Cheetah preserva l'essenza del personaggio: l'invidia, la trasformazione in creatura felina, l'opposizione a Diana. Barbara Minerva, nei fumetti e nel film, incarna il lato oscuro del desiderio, contrappunto all'idealismo di Wonder Woman. Il film sfrutta questa dualità, rendendo Cheetah il riflesso opposto di Diana: laddove l'Amazzonia difende la verità e l'altruismo, Barbara soccombe all'invidia e all'egoismo. Questa opposizione tematica arricchisce la storia. Per il lettore, Cheetah è un invito a scoprire la galleria dei nemici di Wonder Woman nei fumetti, dove questa rivale felina occupa un posto speciale, incarnando le tentazioni e i difetti che l'Amazzone, paladina della virtù, deve affrontare.
Maxwell Lord e il tema del desiderio
Il film contrappone Diana anche a Maxwell Lord, apparso in Justice League #1 (1987). Nei fumetti, Lord è un uomo d'affari manipolatore con poteri di controllo mentale le cui macchinazioni hanno segnato l'Universo DC. Il film lo reinventa come un ladro assetato di potere che si impadronisce di una pietra magica che esaudisce i desideri, trasformandosi nell'incarnazione di quel potere. Pedro Pascal incarna questo personaggio consumato dall'ambizione e dal desiderio di successo, in un'America degli anni '80 ossessionata dal materialismo. Maxwell Lord diventa il veicolo del tema centrale del film: il modo in cui i desideri, una volta esauditi senza limiti, portano al caos.
Questa rilettura, se si allontana dal carattere specifico del fumetto, conserva la natura di un ambizioso manipolatore. Il film utilizza Maxwell Lord and the Wishing Stone per esplorare un'idea morale: che ogni desiderio ha un prezzo e che il frenetico perseguimento dei nostri desideri, senza riguardo per le conseguenze, corrompe il mondo. Questa dimensione, specifica del film, risuona con l'idealismo di Wonder Woman, che sostiene la verità e l'accettazione piuttosto che l'illusione. Per il lettore, Maxwell Lord è un invito a scoprire la sua versione nei fumetti, dove le sue macchinazioni e il suo controllo mentale hanno dato origine a storie significative nell'universo DC. Il film propone una rilettura tematica, al servizio del desiderio e della verità.
I personaggi, dalla carta allo schermo
- Diana/Wonder Woman— Campionessa della verità, fedele al suo idealismo, negli anni '80.
- Ghepardo (Barbara Minerva)— Scienziato invidioso trasformato in una creatura felina, fedele alla versione moderna dei fumetti.
- Maxwell Signore— Manipolatore avido, reinventato attorno alla pietra dei desideri.
- Steve Trevor— Ritorno da una primavera magica, aggiunta del film.
- L'armatura d'oro dell'Aquila— Equipaggiamento iconico dei fumetti.
Un seguito più fantasioso e controverso
Wonder Woman 1984 adotta un tono più stravagante e colorato rispetto al suo predecessore, in linea con l'estetica esuberante degli anni '80. Introducendo una magica pietra che esaudisce i desideri e l'improbabile ritorno di Steve Trevor, il film assume una dimensione più fantastica e onirica, allontanandosi dal realismo storico della prima parte. Questo approccio, così come alcune scelte di sceneggiatura, hanno diviso critica e pubblico, più contrastanti rispetto al film del 2017. Il film resta comunque portato avanti dall'idealismo della sua eroina e da un messaggio morale sulla verità e sul desiderio, fedele allo spirito del personaggio.
Questa accoglienza divisiva illustra le sfide di un sequel tanto atteso. Rischiando un tono più fantasioso e una trama incentrata su un artefatto magico, il film si discosta dalla formula che ha decretato il successo del primo. Tuttavia, conserva ciò che rende grande Wonder Woman: il suo idealismo, la sua compassione, la sua fede nell'umanità. Per il lettore, Wonder Woman 1984 è un invito a scoprire la ricchezza del personaggio dei fumetti, dove Cheetah e Maxwell Lord sono tra i suoi notevoli avversari. Nonostante i suoi difetti, il film ci ricorda che l’Amazzonia incarna soprattutto un ideale di verità e virtù, cuore di un personaggio concepito come modello dal 1941.
Un seguito in un contesto particolare
Wonder Woman 1984 è uscito in un contesto senza precedenti, segnato da sconvolgimenti nell'industria cinematografica, che ne hanno influenzato la carriera e la sua accoglienza. Attesissimo dopo il trionfo del primo film, non ha potuto beneficiare delle stesse condizioni e la sua accoglienza più mista va collocata in questo contesto particolare. Il film resta comunque un'opera ambiziosa, che rischia con un tono più fantasioso e un messaggio morale basato sulla verità e sul desiderio, fedele all'idealismo del personaggio. Questa audacia, se è stata divisiva, testimonia la volontà di non riprodurre semplicemente la formula della prima parte.
Questa accoglienza contrastante non diminuisce l'attaccamento del pubblico a Wonder Woman, una delle eroine più amate della DC. Il personaggio, animato da idealismo e compassione, conserva un'aura particolare, quella di simbolo di verità e giustizia. Per il lettore, questo film è un invito a scoprire la ricchezza dell’Amazzonia nei fumetti, dove i suoi ideali e i suoi nemici – Cheetah, Maxwell Lord – nutrono storie di grande profondità. Nonostante le sue imperfezioni, Wonder Woman 1984 ricorda ciò che rende grande il personaggio: la sua fede incrollabile nell'umanità e la sua difesa della verità, valori senza tempo ereditati dalla sua creazione nel 1941 da William Moulton Marston.
Da dove iniziare a leggere
Per estendere il film, All Star Comics #8 (1941) presenta Wonder Woman e Wonder Woman #6 (1943) la prima versione di Cheetah. "Wonder Woman: Gods and Mortals" (1987) di George Pérez introduce la moderna Cheetah (Barbara Minerva). Justice League # 1 (1987) presenta Maxwell Lord. Questo viaggio copre il materiale originale di un film radicato negli anni '80.
Cronologia dei fumetti da conoscere
- 1941— All Star Comics #8: prima apparizione di Wonder Woman.
- 1943— Wonder Woman #6: la prima apparizione di Cheetah (Priscilla Rich).
- 1987— Justice League #1: la prima apparizione di Maxwell Lord.
Lato collezione: a quali numeri puntare dopo il film
Wonder Woman 1984 punta a chiavi diverse.All Star Comics #8(1941, prima di Wonder Woman) è il Santo Graal dell'Età dell'Oro.Wonder Woman #6(1943, prima di Cheetah) è una chiave ricercata.Lega della Giustizia n.1(1987, primo di Maxwell Lord) è un obiettivo moderno accessibile. La corsa di George Pérez, che ha introdotto il moderno Cheetah, offre altre strade. Questi numeri coprono diversi budget. Come sempre, condizione e gradazione determinano il valore; è fortemente consigliabile fare affidamento sulle vendite reali recenti.
Il suo posto nella saga e per il collezionista
Wonder Woman 1984 continuò le avventure dell'Amazzonia negli anni '80, introducendo Cheetah e Maxwell Lord, nonostante l'accoglienza mista. Per il collezionista, ha riacceso l'interesse per Wonder Woman #6 (Cheetah) e Justice League #1 (Maxwell Lord). Illustra l’effetto degli adattamenti sul mercato. Al di là delle speculazioni, il film ti invita a scoprire la galleria di nemici di Wonder Woman nei fumetti. Mantenendo l'idealismo del personaggio nonostante una trama più fantasiosa, ci ricorda che l'Amazzonia incarna, dal 1941, un ideale di verità e virtù.
Il verdetto: un seguito idealistico e fantasioso
- Lealtà:l'idealismo di Diana, Cheetah (Barbara Minerva), Maxwell Lord, il lazo della verità e l'armatura d'oro provengono dai fumetti.
- Libertà:la trama della pietra dei desideri, il ritorno di Steve Trevor, i poteri reinventati di Maxwell Lord, il tono stravagante.
- Numeri da collezione:All Star Comics #8 (Wonder Woman), Wonder Woman #6 (Cheetah), Justice League #1 (Maxwell Lord).
Wonder Woman 1984 continua le avventure dell'Amazzonia negli anni '80, affrontando Cheetah e Maxwell Lord, attorno al tema del desiderio e della verità. Fedele all'idealismo di Diana e dei suoi iconici nemici, ma adottando un tono più fantasioso, il film creò divisioni. Sia per il lettore che per il collezionista, è un invito a scoprire Wonder Woman #6 e Justice League #1.
Domande frequenti
Uno dei più grandi nemici di Wonder Woman, apparso per la prima volta in Wonder Woman # 6 (1943). Il film adatta la versione moderna, Barbara Minerva, una scienziata invidiosa trasformata in una creatura felina. Kristen Wiig incarna questa tragica traiettoria.
Un manipolatore apparso in Justice League # 1 (1987), un uomo d'affari con poteri di controllo mentale nei fumetti. Il film lo reinventa come un avido truffatore che afferra una pietra dei desideri, incarnando il tema del desiderio illimitato.
È una molla inventata per il film: Steve Trevor, morto nella prima parte, ritorna grazie al potere della pietra dei desideri. Questo improbabile ritorno serve al tema del desiderio e del suo prezzo, centrale nella storia.
Per il suo tono più fantasioso e la trama incentrata su una pietra magica, che si discosta dal realismo storico del primo film. Tuttavia, conserva l'idealismo di Wonder Woman e un messaggio morale sulla verità e sul desiderio.
All Star Comics #8 (1941, Wonder Woman) è il Santo Graal dell'Età dell'Oro. Wonder Woman #6 (1943, Cheetah) è una chiave ricercata, e Justice League #1 (1987, Maxwell Lord) un obiettivo moderno accessibile.
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