Migliori run di Ghost Rider: classifica delle 6 serie, illustrazione articolo

Il miglior run di Ghost Rider è quello di Jason Aaron, con Tan Eng Huat e Roland Boschi, sulla serie di Johnny Blaze lanciata nel 2006. Seguono il run fondativo degli anni settanta (Marvel Spotlight #5, poi la serie del 1973), la fase di Howard Mackie con Danny Ketch dal 1990, All-New Ghost Rider di Felipe Smith e Tradd Moore dal 2014 con Robbie Reyes, Road to Damnation di Garth Ennis e il run di Benjamin Percy dal 2022.

Ghost Rider ha avuto tre portatori, circa dieci serie e altrettanti toni. Ordinare i suoi run significa rispondere a una domanda semplice: quale teschio fiammeggiante desidera leggere e in quale forma desidera averlo sugli scaffali?

Come sempre in questa guida, solo le informazioni verificate (autori, numeri di albo, date) sono presentate come fatti; l'analisi è nostra, senza riproduzione di tavole o dialoghi protetti.

Migliori run di Ghost Rider: la classifica di questo articolo, dal primo all'ultimo

Come abbiamo ordinato questi run

Tre criteri hanno deciso l'ordine: la coerenza della storia dal primo all'ultimo numero, l'influenza su ciò che Ghost Rider è diventato e la facilità con cui oggi si trova. Un run brillante impossibile da reperire, o impossibile da leggere senza trenta numeri di contesto, scende in classifica. Qui non classifichiamo i film: l'adattamento del 2007 ha un proprio confronto con i fumetti.

Una nota metodologica sulla numerazione: Ghost Rider ha avuto diversi volumi numerati a partire dal numero uno, e le fonti a volte non concordano sulla divisione esatta degli archi. Quando non siamo sicuri di un confine, lo omettiamo invece di indovinare; il catalogo le permette di verificare l'elenco preciso prima di acquistare.

Posto 1: Jason Aaron, Tan Eng Huat e Roland Boschi, Ghost Rider (2006-2009)

Questo run riprende la serie di Johnny Blaze lanciata nel 2006 dal numero 20, dopo i primi archi del rilancio, e la porta alla chiusura nel 2009. Jason Aaron scrive, Tan Eng Huat e poi Roland Boschi disegnano. L'idea centrale è sottrarre Ghost Rider alla semplice storia di un motociclista maledetto: gli spiriti della vendetta diventano strumenti di una guerra tra il cielo e i suoi angeli caduti, e Blaze si ritrova stretto tra poteri che lo sovrastano.

A fare la differenza è il tono. Aaron scrive un western fantasy cupo, in cui l'umorismo nero convive con scene di violenza molto fisica, e dà finalmente al personaggio una logica interna: perché questo spirito, perché lui, perché adesso. È anche il run che fissa la versione di Johnny Blaze che gli sceneggiatori del decennio successivo riprenderanno.

A chi è rivolto: il lettore che scopre Ghost Rider e vuole un blocco completo, senza prerequisiti e con una vera conclusione. Come collezionarlo: la serie si presta alle edizioni raccolte in cartonato e in brossura, che sono la strada più semplice; in albi singoli i numeri dal 2006 al 2009 sono diffusi e accessibili, quindi è più una collezione di serie che una caccia ai numeri chiave.

Posto 2: Roy Thomas, Gary Friedrich, Mike Ploog, poi Tony Isabella e Don Perlin, Marvel Spotlight e Ghost Rider (1972-1983)

Tutto comincia in Marvel Spotlight #5, datato agosto 1972, dove Roy Thomas, Gary Friedrich e Mike Ploog presentano Johnny Blaze, il pilota acrobatico che firma un patto con Mefisto. Il personaggio resta in Marvel Spotlight fino al #12, poi nel 1973 ottiene una serie propria, Ghost Rider #1, che arriva fino al #81 nel 1983. Si susseguono diversi sceneggiatori, tra cui Tony Isabella e Michael Fleisher, e Don Perlin disegna gran parte del periodo.

Perché questo run conta: fissa tutto. La moto, la giacca borchiata, la maledizione notturna, il legame con il demone Zarathos, la galleria di nemici. Johnny Blaze entra anche nella squadra dei Champions nel 1975, a ricordare che il personaggio era nato come possibile eroe di squadra prima di tornare solitario. Il ritmo è quello degli anni settanta: episodi brevi, narrazione esplicativa, un tono gotico da B-movie dichiarato.

A chi è rivolto: il completista e l'appassionato dell'età del bronzo, non il principiante. Come collezionarlo: è l'unico run di questa classifica in cui gli albi originali concentrano la maggior parte dell'interesse, con una gerarchia chiara: prima Marvel Spotlight #5, poi la prima serie, descritta nella nostra scheda su Marvel Spotlight #5. Per leggerlo senza acquistare un'intera collezione, sono preferibili le grandi edizioni cronologiche raccolte dell'epoca.

Posto 3: Howard Mackie, Javier Saltares e Mark Texeira, Ghost Rider (1990-1998)

Nel 1990 Marvel rilancia Ghost Rider con un nuovo portatore: Danny Ketch, un liceale che si imbatte in una moto mistica e diventa uno spirito della vendetta. Howard Mackie scrive la maggior parte della serie, Javier Saltares disegna il lancio, Mark Texeira inchiostra e dà ai primi numeri la loro texture cupa. La serie supera i novanta numeri e resta una delle più lunghe del personaggio.

Il run fa due cose durature. Crea un'estetica di catene, metallo e una moto sovradimensionata, tipica dell'epoca, che per una generazione diventa l'immagine di riferimento di Ghost Rider. E costruisce un mistero che sostiene anni di lettura: qual è il legame tra Ketch e Johnny Blaze? Quel filo alimenta anche il duo degli Spirits of Vengeance e la famiglia soprannaturale dei Midnight Sons, lanciata dal crossover Rise of the Midnight Sons.

Il limite è noto: una serie così lunga ha i suoi cali, e gli ultimi cicli sono discontinui. Non è un run da leggere d'un fiato senza scegliere; conviene fermarsi al lancio e ai crossover fondativi.

A chi è rivolto: il lettore nostalgico dell'estetica anni novanta e chi vuole capire come Ghost Rider sia diventato un marchio. Come collezionarlo: il primo numero del 1990 è il passo ovvio negli albi singoli; il resto si legge bene nelle edizioni raccolte. Per distinguere i due portatori prima di acquistare, legga il nostro articolo su due personaggi sotto lo stesso titolo.

Posto 4: Felipe Smith e Tradd Moore, All-New Ghost Rider (2014-2015)

È la rottura più netta del personaggio. All-New Ghost Rider introduce Robbie Reyes, un giovane meccanico di Los Angeles che si prende cura del fratello disabile ed eredita uno spirito della vendetta dopo una notte andata storta. Niente più moto: guida una muscle car nera. Felipe Smith scrive, Tradd Moore disegna l'inizio, con uno stile fluido e molto colorato che deve tanto al manga e all'animazione quanto al fumetto americano.

La serie dura dodici numeri, che sono pochi, e a volte viene giudicata incompiuta. Ma adempie al proprio compito: dimostra che uno spirito della vendetta può funzionare in un contesto urbano contemporaneo, con un eroe il cui posto in gioco è familiare più che metafisico. Robbie Reyes è poi diventato il volto televisivo del personaggio nella serie Agents of S.H.I.E.L.D., ampliando il pubblico ben oltre i lettori di fumetti.

A chi è rivolto: il lettore che vuole un Ghost Rider senza il gotico e gli appassionati di arte stilizzata. Come collezionarlo: dodici albi singoli formano una serie facile da completare, e il primo numero è l'unico obiettivo negli albi singoli; l'edizione raccolta riunisce poi l'intero ciclo di Moore.

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Migliori run di Ghost Rider: le sezioni di questo articolo, in ordine di lettura

Posto 5: Garth Ennis e Clayton Crain, Road to Damnation (2005-2006)

Garth Ennis, con Clayton Crain, firma una miniserie di sei numeri che precede il rilancio del 2006. Johnny Blaze riacquista un tono brutale, quasi grottesco, con tavole dipinte ricche di texture e fuliggine. La storia è volutamente eccessiva, più vicina all'horror violento che al supereroe, e non tenta affatto di rassicurare il lettore sulla moralità del protagonista.

Occupa il quinto posto perché è un ottimo oggetto ma un cattivo punto d'ingresso. Ennis scrive per lettori che già conoscono il vocabolario del personaggio, e il suo umorismo è facilmente provocatorio. Il piacere è reale se apprezza il suo lavoro altrove; è molto minore se cerca soprattutto una coerenza complessiva.

A chi è rivolto: ai fan di Ennis e agli amanti dell'horror che non temono l'eccesso. Come collezionarlo: sei albi singoli, quindi una miniserie che si colloca in un colpo solo, oppure un'unica edizione raccolta; si muove ai margini della continuity principale e non serve completarla con altri titoli.

Posto 6: Benjamin Percy e Cory Smith, Ghost Rider (2022)

Benjamin Percy e il disegnatore Cory Smith rilanciano nel 2022 una serie intitolata semplicemente Ghost Rider, riportando il personaggio verso un horror senza compromessi, con Johnny Blaze di nuovo al centro. Dopo gli anni di riconfigurazione seguiti all'evento Damnation, è un ritorno alle origini: uno spirito della vendetta, un patto, mostri, famiglie che si lacerano.

Questo run chiude la nostra top perché è recente e ancora in fase di assimilazione: manca il distacco necessario per dire se diventerà un riferimento. Offre però il punto d'ingresso più vicino alla continuity attuale, ed è l'opzione logica se desidera seguire il personaggio così come viene pubblicato oggi.

A chi è rivolto: il lettore che vuole mettersi al passo con il presente editoriale. Come collezionarlo: i numeri recenti in albo singolo sono abbondanti e si completano senza difficoltà; le edizioni raccolte seguono la pubblicazione con qualche mese di ritardo.

Da dove cominciare in base al suo profilo

Se non sa ancora come ordinare i portatori tra loro, la nostra guida alla lettura offre un percorso cronologico completo; questa classifica, invece, risponde alla domanda «quale vale la deviazione».

Quanto valgono questi run come collezione

Questi sei run non condividono lo stesso profilo di collezionismo. Il run fondativo degli anni settanta è l'unico che si gioca sugli albi originali: i numeri d'esordio del personaggio concentrano l'interesse, e il resto della serie resta molto indietro. L'era Mackie degli anni novanta ha avuto tirature altissime; il suo primo numero è un punto di riferimento, ma l'abbondanza di copie ne fa soprattutto una questione di stato e di gradazione. I tre run recenti, quelli di Aaron, Smith e Percy, sono collezioni di serie: il loro interesse sta nella lettura, e una copia si sostituisce facilmente.

Il metodo di confronto è semplice. Per un albo singolo antico, confronti sempre il rapporto tra la copia senza gradazione e lo stesso numero certificato a un determinato grado: il divario varia secondo l'epoca ed è più ampio su un titolo molto stampato che su un numero raro. Per un numero recente, verifichi prima se esiste un'edizione raccolta con lo stesso arco: in tal caso, comprare l'albo singolo ha senso solo per la copertina o per completare una serie. Il nostro articolo sul valore dei fumetti di Ghost Rider sviluppa questi divari portatore per portatore.

Un'ultima precauzione: i primi numeri di ogni epoca esistono in più tirature e con copertine alternative. Controlli la nota di stampa e la variante prima di acquistare, e non confonda la copertina con il numero. Per sapere a che punto è la sua copia, usi la stima della collezione.

Migliori run di Ghost Rider: le domande frequenti a cui risponde questo articolo

Domande frequenti

Il run di Jason Aaron con Tan Eng Huat e Roland Boschi sulla serie di Johnny Blaze lanciata nel 2006 è il più completo: si legge quasi da solo, fa progredire la mitologia dello spirito della vendetta e si conclude in modo netto. Per l'influenza storica resta essenziale il run fondativo degli anni settanta.

No. Ogni portatore ha il proprio ciclo, e Robbie Reyes, creato nel 2014 da Felipe Smith e Tradd Moore, si legge senza sapere nulla degli altri due. Conoscere Blaze arricchisce alcuni richiami dell'epoca Ketch, ma non condiziona mai la comprensione.

Sì, se cerca una lettura breve e recente. La serie dura dodici numeri, introduce un nuovo portatore e un contesto, e non richiede conoscenze pregresse. Il suo difetto è che a volte viene giudicata incompiuta, il che conta poco per un primo assaggio.

Sì, come secondo passo. Il run fondativo dal 1972 al 1983 fissa l'iconografia, e quello di Howard Mackie dal 1990 rende popolare la Penance Stare. Entrambi portano le convenzioni della loro epoca; conviene avvicinarsi a loro nelle edizioni raccolte, dopo un run moderno.

Per leggere, le edizioni raccolte bastano quasi sempre e occupano meno spazio. Gli albi singoli sono giustificati per il run fondativo del 1972, i cui numeri d'esordio sono ricercati, e per completare una serie che ama. Per i run recenti la questione si pone raramente.

Ha una Marvel Spotlight #5 o un primo numero di Ghost Rider? Lo faccia valutare prima di decidere cosa vendere o cosa completare.

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