Per scoprire Lex Luthor, iniziate con la miniserie “Lex Luthor: Man of Steel” di Brian Azzarello e Lee Bermejo, per poi proseguire con “All-Star Superman” di Grant Morrison e Frank Quitely. Il primo ti immerge nella psiche del personaggio visto dall'interno; il secondo ti offre il suo antagonismo più puro e intelligente di fronte a un Superman morente. Insieme, racchiudono tutto ciò che rende Luthor affascinante.

Lex Luthor non è un supercriminale come gli altri. Non ha mantello, né superpoteri innati, né follia distruttiva gratuita. È un uomo – brillante, orgoglioso, calcolatore – che si considera ingiustamente eclissato da un extraterrestre venuto a rubare il destino dell'umanità. È proprio questa dimensione umana che fa di lui uno dei più grandi antagonisti del medium: è lo specchio oscuro di Superman, la prova che il genio senza umiltà può diventare veleno. A seconda dell'epoca, è stato uno scienziato pazzo dai capelli rossi, un industriale miliardario a capo della LexCorp, un presidente degli Stati Uniti, un membro della Justice League, poi un cavaliere della disperazione al servizio di Doom. Pochi personaggi hanno subito così tante reinvenzioni coerenti.

Questa longevità – più di otto decenni – rende la sua carriera editoriale densa e talvolta intimidatoria per il nuovo lettore. Dovremmo tornare al 1940? Iniziare con la versione moderna? Leggi i grandi crossover o le storie incentrate su di lui? La buona notizia è che Luthor brilla soprattutto nella serie di Superman, in alcune miniserie a lui dedicate e nelle saghe di universi in cui interpreta il ruolo principale. Ci sono quindi punti di ingresso chiari, senza la necessità di inghiottire ottanta anni di archivi.

Questa guida propone un viaggio ragionato: da dove cominciare, come capirne le origini, chi corre a leggere in quale ordine, quali grandi saghe conoscere, cosa offre l'era moderna, e quali pepite conservare per dopo una volta conquistati. L'obiettivo è semplice: permettervi di seguire Lex Luthor senza perdervi.

Da dove iniziare: le due migliori porte d'ingresso

Due opere si contendono il titolo di miglior spunto, e non c'è bisogno di scegliere: si completano a vicenda.

“Lex Luthor: L’uomo d’acciaio”(a volte ripubblicato come "Luthor"), scritto da Brian Azzarello e disegnato da Lee Bermejo, è il gateway ideale. Questa miniserie in cinque capitoli racconta il mondo dal punto di vista di Luthor. Superman appare come una minaccia incomprensibile, quasi divina, mentre Lex si presenta come difensore della dignità umana. La storia è agghiacciante proprio perché il suo ragionamento sembra, per un momento, quasi convincente. Questo è il modo migliore per capire Perché Luthor agisce come fa, senza alcuna responsabilità da sapere in anticipo.

“Superman All-Star” di Grant Morrison e Frank Abbastanza costituisce il secondo pilastro. Una storia indipendente e senza tempo, mostra un Superman condannato, avvelenato dal sole, e un Luthor trionfante che finisce per comprendere, troppo tardi, la grandezza di colui che odiava. L'atto finale offre uno dei ritratti più ricchi e tragici del personaggio. Queste due opere possono essere lette in qualsiasi ordine; insieme, danno il tono a tutto il resto.

Alle origini: dal genio dai capelli rossi al titano della LexCorp

Lex Luthor apparve per la prima volta nel 1940, sulle pagine di Fumetti d'azione , sotto la penna di Jerry Siegel e la matita di Joe Shuster, i creatori di Superman. In origine è un brillante scienziato dai capelli rossi, un megalomane che sogna di dominare il mondo attraverso la scienza. L’iconica calvizie prenderà piede di lì a poco e diventerà il suo marchio di fabbrica.

La Silver Age, nelle storie di Superboy, porta con sé l'elemento fondante del suo odio: un giovane Lex Luthor, un apprendista chimico che ammira Superboy, perde i capelli in un incidente di laboratorio di cui attribuisce la colpa all'eroe. Dalla gratitudine nasce il risentimento, poi l'ossessione. Questa origine – l'odio nato dall'umiliazione e dalla gelosia personale – rimane ancora oggi la base psicologica del personaggio.

Il cosiddetto periodo del Bronzo, portato avanti in particolare dallo sceneggiatore Elliot S! Maggin, approfondisce questa dimensione. Maggin rende Luthor un intelletto di statura vertiginosa, un uomo che potrebbe salvare il mondo ma sceglie di conquistarlo. Storie come "The Luthor nessuno lo sa" esplorano i suoi difetti intimi, e Maggin ha persino ampliato il personaggio in due romanzi dedicati all'universo di Superman, dove Luthor gioca un ruolo centrale.

Ma la reinvenzione più importante, quella che definì il moderno Luthor, avvenne nel 1986 “L’uomo d’acciaio” di John Byrne. Dopo la revisione della continuità DC, Byrne trasforma lo scienziato pazzo in Magnate spietato, fondatore e amministratore delegato di LexCorp, l'uomo più potente di Metropolis prima dell'arrivo di Superman. Questo Luthor non costruisce raggi mortali in una grotta: compra senatori, schiaccia i concorrenti e considera Superman un rivale in una città che credeva di possedere. Questa versione aziendale, rispettabile in superficie e corrotta nel profondo, sarà il fondamento di quasi tutto ciò che seguirà.

L'essenziale scorre, in ordine

Una volta superati entrambi i passaggi, ecco un viaggio cronologico coerente attraverso l'era moderna del personaggio:

  1. “L’uomo d’acciaio” (John Byrne)- il punto di svolta. Indispensabile per cogliere la logica industriale di Luthor che governò i decenni successivi.
  2. L’era LexCorp post-crisi- nella serie Superman degli anni '90, Luthor regna su Metropolis come uomo d'affari. Lì troviamo il suo permanente duello economico e mediatico con Clark Kent e Superman, molto più che uno scontro a raggi.
  3. “La morte di Superman” e “Il regno dei superuomini”- durante questa lunga saga, Luthor riappare sotto una nuova identità, un corpo clone più giovane con lunghi capelli rossi, fingendo di essere suo figlio. Un picco di manipolazione.
  4. L’era del “Presidente Lex”.– all’inizio degli anni 2000, Luthor fu eletto presidente degli Stati Uniti, assumendo il controllo legale del paese che non era riuscito a conquistare con la forza. Un'idea tanto audace quanto rivelatrice del suo ego.
  5. La corsa di Geoff Johns su Superman– con storie come “Last Son” (scritta in collaborazione con Richard Donner, disegnata da Adam Kubert), “Brainiac” e “Secret Origin” (con Gary Frank), Johns conferisce al personaggio un'origine chiara e una profondità emotiva, reiscrivendo l'odio per Smallville al centro della sua relazione con Clark.

Questo filo conduttore ti guida attraverso le principali mutazioni di Luthor senza interruzioni, mantenendo Superman come punto di riferimento costante.

Le grandi saghe e crossover da conoscere

Luthor è un architetto di cospirazioni nell'universo DC. Diversi eventi importanti lo pongono al centro del gioco:

Queste saghe mostrano il lato da “grande stratega” di Luthor: colui che tira le fila, costruisce alleanze e pensa sempre a diverse mosse in anticipo.

L'era moderna: dal male eterno alla Legion of Doom

L'era recente offre alcune delle reinvenzioni più sorprendenti del personaggio. Dopo aver riavviato la continuità,Geoff Johns firmare con il designer David Finch l'evento “Per sempre male”. Di fronte al Sindacato del Crimine, una versione malvagia della Lega proveniente da un altro mondo, è Lex Luthor a guidare la resistenza. Il cattivo diventa, nello spazio di una saga, il salvatore della Terra, non per gentilezza, ma perché nessun altro ne è capace.

Questo spostamento lo porta a integrare il Lega della Giustizia nella corsa di Geoff Johns, al fianco di Superman e Batman. Il lettore è quindi testimone di un Luthor diviso tra l'ambizione eroica e la sua natura profonda, in particolare durante la saga “Guerra dei Darkseid”(disegnato da Jason Fabok), dove sfiora un potere quasi divino.

Più recentemente, come parte dell'evento “L’anno del cattivo” orchestrato da Scott Snyder(sulla Justice League) e da Brian Michael Bendis(nella serie Superman e Action Comics), Luthor stringe un patto con le forze primordiali e si trasforma in "Apex Lex", profeta del caos, prima di ricostruire il mondo Legione della sorte. È la conseguenza logica di un personaggio che, non riuscendo a sconfiggere Superman attraverso la ragione, sceglie di abbracciare un potere che lo supera.

Nuggets da salvare per dopo

Una volta presa familiarità con il personaggio, diverse storie più specializzate o più impegnative offrono un piacere maggiore:

Queste opere non sono punti di partenza, ma picchi da assaporare una volta che la mitologia di Luthor ti sarà diventata familiare.

Dove e come leggere: raccolte e percorso consigliato

Buone notizie per il collezionista: la maggior parte di Lex Luthor è disponibile in collezioni, integrali e omnibus che raggruppano gli archi per saga o per sequenza, evitando così la caccia a numeri isolati. Miniserie autonome (come "Lex Luthor: Man of Steel"), storie intere ("All-Star Superman", "Red Son", "Kingdom Come") e importanti crossover ("Public Enemies", "Forever Evil") esistono tutti in volumi con copertina rigida dedicati: è il formato migliore con cui iniziare.

Per un viaggio tranquillo, ecco l'ordine che consiglio:

  1. Scoperta: “Lex Luthor: Man of Steel”, poi “All-Star Superman”.
  2. Fondazioni: “The Man of Steel” di Byrne, poi la conduzione di Geoff Johns (“Secret Origin”, “Brainiac”, “Last Son”).
  3. Grandi saghe: “Nemici pubblici”, poi “Forever Evil”.
  4. Era moderna: Passaggio di Luthor nella Justice League, poi "Anno del cattivo".
  5. Approfondimento: “L'Anello Nero”, poi gli Elseworlds e le storie classiche di Alan Moore.

Un ultimo consiglio: Luthor comprende sempre se stesso in relazione a Superman. Non cercate di leggerlo completamente isolatamente: è nel contrasto con il kryptoniano che il suo genio, il suo orgoglio e la sua tragedia assumono il loro pieno significato. Leggilo come il negativo perfetto dell'eroe e ogni saga acquisirà profondità. Scoprirai quindi che, al di là del cattivo, Lex Luthor è forse il personaggio più profondamente e disperatamente umano dell'intero universo DC.

Domande frequenti

La miniserie “Lex Luthor: Man of Steel” di Brian Azzarello e Lee Bermejo è il punto di ingresso perfetto, poiché racconta il mondo dal punto di vista di Luthor e non richiede alcuna conoscenza preliminare. Si integra perfettamente con “All-Star Superman” di Grant Morrison e Frank Quitely, una storia autonoma e senza tempo.

Il rancore risale alla loro giovinezza a Smallville, dove Luthor perse i capelli in un incidente di cui diede la colpa a Superboy. Ideologicamente considera Superman un usurpatore: un extraterrestre onnipotente che priva l'umanità - e soprattutto lui, il più grande genio della sua specie - del proprio destino.

No. Luthor brilla in alcune miniserie dedicate, storie complete e importanti crossover che esistono come raccolte autonome. Puoi seguirne l'evoluzione con una manciata di volumi ben scelti, senza inghiottire decenni di continuità mensile.

Sì, entrambi. A cavallo degli anni 2000 fu eletto presidente degli Stati Uniti, prima di essere smascherato come “nemico pubblico”. Più tardi, in "Forever Evil" di Geoff Johns e David Finch, guida la resistenza contro il Sindacato del Crimine e si unisce anche temporaneamente alla Justice League.

SÌ. "Lex Luthor: Man of Steel" adotta interamente il suo punto di vista, e l'arco narrativo "The Black Ring" di Paul Cornell e Pete Woods in Action Comics lo presenta da solo, con Superman praticamente assente. Queste sono le letture più puramente incentrate su Luthor.