Jim Steranko: da dove iniziare, illustrazione articolo

Per leggere Jim Steranko, inizi da Captain America #110 e #111 (1969), due numeri che stanno in piedi da soli. Seguono i primi tre numeri della serie Nick Fury del 1968, poi risalga il ciclo di Strange Tales, da #151 a #168, dove nasce lo stile. I due numeri di X-Men #50 e #51, la graphic novel Red Tide del 1976 e i due volumi di History of Comics chiudono il percorso, dal più diretto al più impegnativo.

Jim Steranko non ha lasciato un'opera abbondante: qualche decina di numeri a fumetti, concentrati in appena tre anni, tra il 1966 e il 1969. Questa scarsità cambia il modo di leggere l'artista. Con un autore prolifico si sceglie un periodo; con Steranko si sceglie un ordine, perché ogni episodio spinge un po' più in là le tecniche del precedente: collage, op art, la doppia pagina concepita come un'unica immagine, impaginazioni che giocano con la simmetria.

Come sempre in questa guida, solo le informazioni verificate (autori, numeri, date) sono presentate come fatti; l'analisi è nostra, senza riproduzione di pagine protette né di dialoghi.

Nessuna storia di vita qui: questa pagina è un itinerario. Parte dagli episodi che si capiscono senza sapere nulla dell'universo Marvel degli anni sessanta, poi sale verso quelli che chiedono di accettare una grammatica visiva di oltre mezzo secolo. Captain America, il nostro punto d'ingresso, non è affatto una seconda scelta: è probabilmente la lettura in cui l'effetto Steranko si misura più in fretta, perché il lettore non deve seguire trent'anni di continuity. Per collocare il personaggio nel lungo periodo, il percorso su Captain America resta il punto di riferimento migliore.

Jim Steranko: il percorso di lettura consigliato, passo dopo passo

Passo 1: Captain America #110 e #111 (1969)

Steranko disegna questi due numeri all'inizio del 1969, con data di copertina di febbraio per il primo. L'eroe agisce all'ombra dello S.H.I.E.L.D., l'agenzia di Nick Fury, il che prolunga in modo naturale il lavoro del passo successivo. L'interesse è doppio. Primo, i due episodi formano una storia in due parti: non c'è bisogno di cercare altrove il seguito. Secondo, l'impaginazione risulta più leggibile qui che nelle opere precedenti dell'autore, perché l'azione resta centrata su un solo personaggio riconoscibilissimo nel suo costume.

Perché iniziare da qui? Perché è un piacere immediato: le pose sono dinamiche, le tavole a pagina intera non cercano di farvi perdere il filo, e si capisce subito perché i disegnatori dei decenni seguenti copiarono le inquadrature di Steranko per Captain America e non quelle di nessun altro eroe Marvel dell'epoca.

Livello di impegno: basso. Due numeri singoli, o una sezione di un'edizione raccolta. I numeri originali esistono in gran quantità, ma la carta dell'epoca invecchia male; se leggere è il suo primo obiettivo, un'edizione raccolta è più sicura.

Passo 2: la serie Nick Fury, numeri da 1 a 3 (1968)

La serie porta la data di giugno 1968 sul suo primo numero. Steranko scrive e disegna i primi tre episodi: Nick Fury, ex sergente della Seconda guerra mondiale diventato direttore di un'agenzia di spionaggio, affronta l'Hydra in uno stile che deve tanto al cinema di spionaggio dell'epoca quanto alla pittura contemporanea. Le copertine sono già dei manifesti: sono ciò che ha fatto la reputazione della serie tra i collezionisti.

Ciò che porta questo passo e che il precedente non dà: una storia in cui Steranko tiene in mano tutti i comandi da solo. Sceneggiatura, impaginazione, disegno e copertine vengono dalla stessa mano, e le tavole che ne risultano non hanno un dettaglio gratuito. Il lettore vede come una sequenza d'azione si costruisce sulla doppia pagina e non sulla singola vignetta.

Livello di impegno: medio. I tre episodi si leggono in un'unica seduta, ma il lessico dello spionaggio degli anni sessanta (agenzie, codici, gergo militare) richiede un momento di adattamento. Un consiglio: legga prima la trama secondaria di ogni episodio, poi rilegga le immagini da sole, senza testo, per misurare il peso dell'impaginazione.

Passo 3: Strange Tales dal #151 al #168 (1966-1968)

È il passo che permette di capire come Steranko diventi Steranko. Strange Tales pubblica allora, in mezza rivista, le avventure di Nick Fury, ed è in questa cornice che Steranko arriva dal numero 151, datato dicembre 1966. Dapprima inchiostra i bozzetti di un altro disegnatore, poi assume il disegno completo, poi la sceneggiatura. La serie termina con il numero 168, datato maggio 1968, e rinasce il mese successivo in una rivista con il proprio nome, quella del passo precedente.

In questo periodo merita una menzione una creazione: Valentina Allegra de Fontaine, contessa e futura figura dello S.H.I.E.L.D., la cui entrata è segnata dal numero 159 dell'agosto 1967. Diventerà un personaggio duraturo dell'universo S.H.I.E.L.D., ma la sua prima apparizione non è il punto di questa lettura: il punto è vedere la progressione della linea su diciotto numeri.

Perché non è il primo passo? Perché gli episodi di Strange Tales non si leggono con la stessa facilità. Ogni capitolo è lungo solo poche pagine, le trame continuano da un numero all'altro, e un lettore che non conosce ancora la maniera di Steranko potrebbe vedervi solo un disegno classico. Bisogna aver letto ciò che viene dopo per apprezzare la metamorfosi. Livello di impegno: medio-alto. Un'edizione raccolta cronologica è quasi indispensabile: radunare diciotto numeri singoli solo per leggerli sarebbe più un lavoro da collezionista che una lettura.

Passo 4: X-Men #50 e #51 (1968)

Steranko disegna questi due numeri, datati novembre e dicembre 1968. È una parentesi nella carriera: l'artista subentra su una serie che non è sua, in un momento in cui X-Men attraversava una fase di fragilità commerciale. Il lettore incontra gli eroi mutanti visti da un disegnatore più a suo agio con le ombre e le angolazioni oblique che con le dinamiche di gruppo; le silhouette sono allungate e le inquadrature oblique.

Questo passo serve meno per la trama che per il contrasto: si vede un disegnatore di spionaggio trasporre quelle tecniche in un registro di supereroi di squadra. Se già colleziona gli X-Men, si inserisce naturalmente nel suo percorso; consulti il percorso sugli X-Men per collocare questi due numeri nella serie.

Livello di impegno: medio. Due numeri singoli, una trama in due parti, ma una serie di cui occorre accettare le convenzioni dell'epoca: pensieri nei palloncini, anticipazioni del numero successivo in fondo alla pagina, una sceneggiatura asciutta.

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Jim Steranko: le sezioni di questo articolo, in ordine di lettura

Passo 5: Red Tide, la graphic novel del 1976

Fuori dalla cornice Marvel, Steranko adatta nel 1976 una storia di crimine intitolata Chandler: Red Tide. Il libro è spesso citato come una delle prime graphic novel americane, per il suo formato da libro e il suo tono adulto. Il detective indaga in una città notturna, con una narrazione da film noir e un'impaginazione molto curata.

È un altro Steranko: più lento, più cupo, senza costumi. Per il lettore di fumetti polizieschi questo passo è una deviazione affascinante; per il lettore di supereroi misura la distanza percorsa da Strange Tales. Significa accettare che un album di mezzo secolo fa non assomiglia a una graphic novel moderna.

Livello di impegno: alto. Il volume è più raro delle edizioni raccolte Marvel, e le edizioni disponibili differiscono nel formato; verifichi le dimensioni prima di comprare se Le importa leggere bene le pagine.

Passo 6: The History of Comics, volumi 1 e 2 (1970 e 1972)

L'ultima tappa non è un fumetto ma un'opera di riferimento: Steranko scrive, impagina e illustra una storia illustrata del genere, in due volumi pubblicati nel 1970 e nel 1972. Il primo copre gli inizi del fumetto, gli eroi degli anni trenta e quaranta; il secondo prosegue con gli editori e gli autori che hanno plasmato il settore.

Lo si legge tanto per il suo design quanto per il suo testo: il libro mostra come lo stesso senso della composizione di Nick Fury si applichi a un volume. L'angolo visuale è quello di un autore che racconta il proprio mondo, con i pregiudizi di un'epoca: alcune affermazioni sono state corrette da allora, ed è bene verificarle con studi più recenti.

Livello di impegno: alto, perché l'oggetto è pensato soprattutto per chi si interessa alla storia del mezzo. Appartiene più a uno scaffale da collezionista che al comodino.

Come leggere: numeri singoli o edizioni raccolte

Steranko pone un problema particolare a chi voglia leggere sui numeri originali: la maggior parte dell'opera risale al periodo 1966-1969, su carta acida che imbrunisce in fretta e sulla quale i colori di stampa dell'epoca tendono a spegnersi. Una copia originale in buono stato si trova, ma si paga con la caccia allo stato di conservazione, non con un semplice clic nel carrello. Per leggere, le edizioni raccolte (omnibus di Nick Fury, volumi dedicati a Captain America dell'epoca, formati grandi) rendono più giustizia alle doppie pagine dei numeri originali.

Il nostro metodo è dunque semplice: legga l'intera sequenza dei passi da 1 a 4 in forma raccolta; conservi i numeri singoli per quelli di cui vuole la copia fisica, controllando la copertina esatta, lo stato del dorso ed eventuali restauri. Le edizioni d'artista, che riproducono le pagine originali alla dimensione di lavoro, esistono per questo autore e attirano gli appassionati d'arte; sono soprattutto per chi ha già letto le storie.

Quanto al compromesso generale tra volume rilegato e numero d'epoca, lo trova nel nostro approfondimento omnibus o numeri singoli originali.

Riepilogo: l'ordine consigliato

  1. Captain America #110 e #111 (1969): due numeri autoconclusivi. Impegno basso.
  2. Nick Fury, Agent of S.H.I.E.L.D. dal #1 al #3 (1968): Steranko da solo ai comandi. Impegno medio.
  3. Strange Tales dal #151 al #168 (1966-1968): la genesi dello stile. Impegno da medio ad alto.
  4. X-Men #50 e #51 (1968): una deviazione tra i mutanti. Impegno medio.
  5. Chandler: Red Tide (1976): la graphic novel noir. Impegno alto.
  6. The History of Comics, volumi 1 e 2 (1970 e 1972): l'opera di riferimento. Impegno alto.

Se il tempo è poco, tenga i passi 1 e 2: cinque numeri che danno la misura completa dell'autore. Se la lettura La conquista, prosegua in ordine. Se La lascia fredda, inutile insistere: i passi successivi vanno nella stessa direzione.

Jim Steranko: le domande frequenti a cui risponde questo articolo

Domande frequenti

Da Captain America #110 e #111, datati inizio 1969. I due numeri formano una storia in due parti completa, con un eroe che si riconosce senza sforzo. Prosegua con i primi tre numeri della serie Nick Fury (1968): sceneggiatura e disegni sono di Steranko da solo.

Sì, su Nick Fury: in Strange Tales Steranko passa gradualmente dall'inchiostrazione al disegno completo e poi alla sceneggiatura, prima di firmare da solo i primi tre numeri della serie del 1968. Su Captain America e X-Men, altre penne curano la sceneggiatura.

Sì, perché i capitoli sono brevi e continuano da un numero all'altro. La serie termina al #168, nel maggio 1968, poi prosegue in una rivista che porta il nome di Fury. Un'edizione raccolta cronologica vi evita di mettere insieme diciotto numeri singoli solo per leggerli.

No. Chandler: Red Tide è apparso nel 1976 fuori dall'universo Marvel: è una storia di crimine in forma di graphic novel, firmata da Steranko da solo. È più cupo e lento del lavoro sui supereroi, e si legge in modo indipendente da qualsiasi altro titolo dell'autore.

Sì, come molti fumetti degli anni sessanta: carta acida, colori che si spengono, dorsi che si consumano. Per leggere, preferisca un'edizione raccolta. Per collezionare, valuti il dorso, gli angoli e la copertina di un Nick Fury o di un Captain America dell'epoca prima di fidarsi di un prezzo richiesto.

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