Amazing Spider-Man #1000, uscito il 30 settembre 2026 in 104 pagine, riunisce sette racconti. Il principale, «Ravaged», è firmato Joe Kelly e Pepe Larraz e presenta un nuovo cattivo, Ravage. Attorno a lui, sei storie anniversario: Dan Slott e Marcos Martin («Now I Can Rest»), Brian Michael Bendis e Stuart Immonen («The Gesture»), Frank Miller e Peach Momoko («Tears of the Spider-Queen»), Noah Hawley e Patrick Gleason («Still Standing»), J.M. DeMatteis e Humberto Ramos («Requiem for a Goblin») e Larry Lieber e Giuseppe Camuncoli («Of Webs and Six-Guns»). Ogni team rimanda a un periodo preciso della storia del personaggio. Questa guida non parla né di copertine né di acquisto: per ogni racconto, indica quale ciclo o arco rileggere poi per capire cosa l'autore vi rimette in scena.
Un numero anniversario di queste dimensioni si legge spesso come un buffet: si assaggia tutto, si ricordano due piatti, si dimentica il resto. È un peccato, perché il sommario del #1000 non è stato composto a caso. Ogni nome ospite corrisponde a un capitolo della serie, a volte a un intero decennio, e la maggior parte delle storie brevi è scritta come strizzate d'occhio rivolte a chi ha letto quel capitolo.
In altre parole, il #1000 funziona come un indice. Letto da solo, è piacevole. Letto come porta d'ingresso, diventa un programma di lettura di diversi mesi. È questo secondo modo che proponiamo qui: una scheda per racconto, ciò che racconta a grandi linee quando è pubblicamente noto, poi il percorso consigliato per risalire alla fonte.
Una parola di metodo. Abbiamo mantenuto solo fatti verificati al 3 ottobre 2026. Il dettaglio delle trame brevi non è sempre documentato pubblicamente, e non lo inventiamo: quando non sappiamo cosa racconti una storia oltre il titolo, lo diciamo, e ci concentriamo su ciò che il team ha fatto prima.
Come leggere questo sommario
Il #1000 mescola due logiche. La prima è quella della serie in corso: «Ravaged» appartiene al volume lanciato ad aprile 2025, il cui primo numero portava la numerazione ereditata #965. Questo racconto ha conseguenze, introduce un avversario e riguarda zia May. La seconda logica è commemorativa: le sei storie anniversario si leggono indipendentemente, come omaggi.
Questa distinzione cambia l'ordine di lettura. Per «Ravaged», basta guardare indietro per una trentina di numeri. Per gli omaggi, bisogna talvolta risalire di quaranta o sessant'anni. Abbiamo ordinato le schede così: prima il racconto principale, poi gli omaggi, dal più recente al più antico per periodo evocato.
Se stai scoprendo il personaggio, comincia piuttosto dalla nostra guida di lettura generale di Spider-Man, poi torna qui: i percorsi qui sotto presuppongono che tu conosca già le basi.
«Ravaged»: Joe Kelly e Pepe Larraz
Ravaged
È l'unico racconto del numero che fa avanzare la serie. Presenta Ravage, un cattivo inedito, e affronta la sorte di zia May. Kelly è lo sceneggiatore titolare del volume aperto nel 2025, con Larraz e John Romita Jr. che si alternano ai disegni. Il #1000 non è dunque un intermezzo: è un capitolo del feuilleton, che prosegue con i #1001 e #1002 a ottobre 2026.
Kelly non è un nuovo arrivato sul personaggio. Faceva parte del team di sceneggiatori che si davano il cambio sulla serie a partire dal 2008, durante il periodo detto Brand New Day, in cui il titolo usciva tre volte al mese. Il suo tono vi era già riconoscibile: umorismo asciutto, scene d'azione molto spezzettate, e attenzione ai ruoli secondari. Fuori da Spider-Man, i suoi lettori lo conoscono per un Deadpool della fine degli anni Novanta che ha fissato buona parte della voce moderna del mercenario chiacchierone.
Larraz, da parte sua, si è affermato presso il grande pubblico disegnando House of X nel 2019, la miniserie che ha rifondato gli X-Men. Il suo tratto su Spider-Man mantiene lo stesso gusto per le grandi tavole architettate. Per misurare ciò che apporta, confronta una scena d'azione di «Ravaged» con una qualsiasi doppia pagina di House of X: la gestione dello spazio è la stessa.
«Now I Can Rest»: Dan Slott e Marcos Martin
Now I Can Rest
Slott ha scritto la serie per un decennio, prima all'interno del collettivo del 2008, poi da solo dal 2010 con il rilancio «Big Time», fino alla sua partenza nel 2018. Nel mezzo, ha immaginato Superior Spider-Man nel 2013, dove Otto Octavius occupa il corpo di Peter Parker. Marcos Martin è uno dei suoi disegnatori più ammirati, con uno stile pulito, quasi grafico, che si distacca dal realismo dominante.
Per un percorso più lungo, l'ordine consigliato è il seguente: l'inizio di «Big Time» al #648, poi l'arco «Spider-Island» del 2011, quindi Superior Spider-Man per intero, infine il ritorno di Peter Parker e l'evento «Spider-Verse» del 2014. È una lettura di diverse centinaia di numeri, ma si divide benissimo in archi autonomi. Il titolo del racconto anniversario, che evoca il riposo, si legge del resto in modo diverso quando si conosce il modo in cui Slott ha maltrattato il suo eroe per dieci anni.
«The Gesture»: Brian Michael Bendis e Stuart Immonen
The Gesture
Bendis ha scritto Ultimate Spider-Man dal suo lancio nel 2000 fino alla fine, prima con Mark Bagley per 111 numeri consecutivi, poi con Immonen. Il duo si è poi ritrovato su All-New X-Men nel 2012. È anche Bendis ad aver creato Miles Morales con Sara Pichelli nel 2011. La loro presenza nel #1000 della serie principale è dunque un ponte fra due universi.
Il percorso più chiaro passa dalla nostra selezione dei numeri chiave di Ultimate Spider-Man, che permette di individuare gli archi essenziali senza rileggere i primi cento numeri tutti d'un fiato. Per il seguito logico, la classifica dei migliori cicli di Miles Morales mostra come il personaggio nato dalla penna di Bendis abbia proseguito il suo cammino. La scheda del numero della sua prima apparizione completa l'insieme. Bendis torna del resto anche a dicembre 2026 con una miniserie dedicata a Jessica Jones, altra creazione del suo periodo Marvel.
«Tears of the Spider-Queen»: Frank Miller e Peach Momoko
Tears of the Spider-Queen
È la prima collaborazione fra Miller e Momoko, e la storia oppone Spider-Man alla Mano, l'organizzazione di ninja che Miller ha inventato durante il suo passaggio su Daredevil all'inizio degli anni Ottanta. Momoko, da parte sua, ha sviluppato un universo proprio alla Marvel, Demon Days, che reinterpreta gli eroi dell'editore attraverso il folklore giapponese. L'incrocio è logico: la Mano è già, all'origine, una rilettura occidentale di motivi giapponesi.
Per collocare questi numeri, la selezione dei numeri chiave di Daredevil e la scheda del Daredevil #168 sono le due tappe naturali. Miller ha da allora lasciato i supereroi per racconti personali, tra cui Sin City, ed è raro vederlo tornare su Spider-Man. È uno dei motivi per cui questo racconto è stato il più commentato all'annuncio del sommario.
«Still Standing»: Noah Hawley e Patrick Gleason
Still Standing
Hawley è anzitutto uno sceneggiatore e produttore televisivo, noto per Fargo e per Legion, una serie dedicata a un personaggio dell'universo degli X-Men. La sua partecipazione rientra nell'invito esterno, come i numeri anniversario spesso ne accolgono. Gleason, invece, è un disegnatore di fumetti navigato, a lungo associato allo sceneggiatore Peter J. Tomasi alla DC, su Batman and Robin poi su Superman.
Questo avvicinamento fra due numeri 1000 non è aneddotico. Gleason è tra i rari artisti ad aver disegnato in due numeri-traguardo di due editori diversi. La scheda dedicata ad Action Comics #1000 ti darà il contesto di quest'altro anniversario.
«Requiem for a Goblin»: J.M. DeMatteis e Humberto Ramos
Requiem for a Goblin
DeMatteis è lo sceneggiatore di «Kraven's Last Hunt» nel 1987, con Mike Zeck, e l'autore di racconti molto introspettivi su Spider-Man a cavallo degli anni Novanta. Ha anche scritto la morte di Harry Osborn, il secondo Goblin, in Spectacular Spider-Man #200 nel 1993. Il titolo «Requiem for a Goblin» si iscrive senza ambiguità in questa linea. Ramos è un disegnatore dallo stile angoloso e nervoso, molto presente sulla serie all'epoca di Slott.
Per sbrogliare i diversi portatori della maschera di Goblin, il nostro dossier sui numeri chiave del Green Goblin traccia la genealogia, da Norman a Harry e oltre. È un prerequisito utile: senza, il requiem del #1000 non dice per chi sia cantato.
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Iniziare la prova →«Of Webs and Six-Guns»: Larry Lieber e Giuseppe Camuncoli
Of Webs and Six-Guns
Larry Lieber, nato nel 1931, è il fratello minore di Stan Lee. Ha sceneggiato le primissime avventure di Thor, di Iron Man e di Ant-Man all'inizio degli anni Sessanta, poi scritto e disegnato Rawhide Kid, una serie western, dal 1964 al 1973. Ha soprattutto disegnato la striscia quotidiana di Spider-Man sulla stampa dal 1986 al 2018. Il titolo, che associa ragnatele e rivoltelle, rimanda evidentemente al suo western.
Camuncoli è un habitué dei numeri anniversario dell'universo aracnide: firmava già il disegno di un racconto di Amazing Fantasy #1000 nel 2022. La sua presenza accanto al decano degli autori viventi dell'editore è una delle scelte più toccanti del sommario. Dedichiamo un articolo separato al percorso di Larry Lieber, dai mostri della fine degli anni Cinquanta a questo ritorno a 94 anni.
Un percorso di lettura in cinque tappe
Se vuoi trasformare questo numero in un programma anziché in una lettura isolata, ecco un ordine che tiene conto della difficoltà di accesso di ciascun periodo.
Il volume in corso
Leggi la serie da aprile 2025 fino al #1000, poi prosegui con i #1001 e #1002. È l'unica parte che conta per il seguito immediato di «Ravaged».
Gli anni 2000 e 2010
Ultimate Spider-Man per Bendis e Immonen, poi il lungo ciclo di Slott. Sono i periodi più facili da trovare in volumi raccolti.
La fine degli anni 1980
«Kraven's Last Hunt», poi il ciclo di Harry Osborn fino al 1993. DeMatteis vi è al suo apice.
L'inizio degli anni 1980
Il Daredevil di Miller e i suoi due annual di Spider-Man. Una lettura breve, ma fondatrice per la Mano.
Gli anni 1960
Gli annual disegnati da Lieber, e una deviazione per il western. È il periodo più antico, ma il più illuminante su ciò che «Of Webs and Six-Guns» celebra.
Un'osservazione pratica: a ogni tappa, annota ciò che hai già. I cicli citati cumulano diverse centinaia di numeri, ed è frequente acquistare due volte lo stesso volume raccolto sotto due titoli diversi. Se la questione dell'esemplare da tenere si pone per il #1000 stesso, è trattata nella nostra guida da collezione di Amazing Spider-Man #1000, e in nessun altro punto qui.
Cosa dice il sommario della serie
Messi in fila, i nomi ospiti disegnano una storia di Spider-Man vista dall'interno: il fratello del co-creatore, l'uomo dei drammi psicologici della fine degli anni Ottanta, il rifondatore dell'universo Ultimate, il recordman di longevità degli anni 2010, l'autore della Mano. Mancano evidentemente dei periodi, e ne mancheranno sempre in un numero di 104 pagine. Ma il ventaglio è abbastanza ampio perché ogni generazione di lettori vi ritrovi il proprio Spider-Man.
La scelta di affidare il racconto principale al team in carica, anziché a una star ospite, è anche un messaggio. Il #1000 non è una parentesi nella serie: è un numero della serie. Per questo la prima tappa del percorso qui sopra è la più importante, anche se è la meno prestigiosa.
Infine, l'intervista con Tom Holland ricorda che il personaggio vive oggi su più supporti contemporaneamente. Per molti lettori arrivati dal cinema, questo numero è forse il primo fumetto di Spider-Man che aprono. Questa guida è destinata anche a loro: ogni scheda è un invito a risalire il filo.
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