Per leggere Walt Simonson, inizi da Thor n. 337 a 339 (1983), dove Beta Ray Bill solleva il martello, poi prosegua con la saga di Malekith e Surtur, la storia di Skurge al ponte e la fine del ciclo al n. 382. Passi quindi a Fantastic Four dal n. 334 al 354, e infine all'opera fuori da Marvel. Sei tappe, dalla più diretta alla più rara.
Walt Simonson è celebre per un tratto unico di Thor, ma la sua opera abbraccia la fantascienza degli anni Settanta, serie DC e progetti personali. Questa guida propone un ordine di lettura e non ricostruisce una carriera: l'obiettivo è dire cosa aprire per primo e cosa può attendere.
Come sempre in questa guida, solo le informazioni verificate (autori, numeri, date) sono presentate come fatti; l'analisi è nostra, senza riproduzione di pagine o dialoghi protetti.
Perché questo percorso parte da Thor
Tra gli autori che hanno lasciato il segno su un personaggio, Walt Simonson occupa un posto a parte: su Thor, tra il 1983 e il 1987, lo stesso autore scrive, disegna e inchiostra gran parte di una serie mensile di oltre quaranta numeri. Questa continuità spiega perché leggere questo periodo sia al tempo stesso il più consigliato e il più facile da iniziare. Tutte le altre opere di Simonson sono più brevi, più disperse o più difficili da reperire.
Il percorso segue quindi una pendenza semplice: un arco iniziale che si legge da solo, tre tappe che estendono lo stesso ciclo, una deviazione verso un'altra serie Marvel e infine un passo più rischioso fuori da Marvel. Per collocare questo periodo nell'intera serie, il miglior contesto resta la classifica dei run di Thor, che gli assegna il primo posto.
Tappa 1: Thor n. 337 a 339, Beta Ray Bill (1983)
Il numero 337, datato novembre 1983, apre il ciclo. Un alieno dal volto scheletrico, campione di un popolo in esilio, solleva il martello di Thor e riceve i poteri del dio del tuono. Il conflitto che segue, tra due guerrieri che hanno ragione ciascuno a modo proprio, dura tre numeri e si chiude con un epilogo essenziale. L'inizio di questo ciclo ha un articolo dedicato, Thor n. 337, che descrive il team creativo e le edizioni.
Questi tre numeri sono la migliore introduzione per una ragione pratica: non dipendono da ciò che è venuto prima. Il lettore incontra tanto un nuovo arrivato quanto un veterano, e Simonson spiega ciò che serve in poche pagine. L'arma del visitatore, Stormbreaker, nasce in una fucina di nani durante questo arco, e quel dettaglio riassume lo spirito della serie: un mondo mitologico trattato con sapere artigiano.
Formato consigliato: un'edizione raccolta che riunisca i primi numeri del ciclo. Il singolo albo n. 337 è molto ricercato e richiede attenzione allo stato di conservazione, perché la carta dell'epoca invecchia male.
Tappa 2: Malekith, Surtur e la costruzione
Dopo Beta Ray Bill, la serie allarga l'orizzonte. Malekith, l'elfo oscuro, appare per la prima volta nel n. 344 e torna spesso negli anni successivi. La saga di Surtur, un gigante di fuoco che vuole dare alle fiamme Asgard, riempie poi diversi numeri e mescola Thor, Odino e vari alleati in un conflitto che cambia l'equilibrio del regno. Il ritmo è più ampio della tappa precedente, ma la trama resta leggibile.
Questo secondo livello è per il lettore che ha apprezzato l'arco iniziale e vuole capire se la serie regge nel tempo. Regge, anche perché Simonson pianta molto presto i motivi ricorrenti: i fabbri nani, la natura delle armi, l'idea che il martello scelga. Per orientarsi tra i tanti archi che seguono, la guida alla lettura di Thor fornisce un ordine completo, di cui la parte dedicata a Simonson è un sottoinsieme.
Formato consigliato: edizioni raccolte in ordine. Ogni tappa qui presuppone la lettura di più numeri di seguito, il che rende poco soddisfacente un singolo albo isolato.
Tappa 3: Skurge al ponte e l'intermezzo della rana
Il numero 362 è quello più citato quando si parla di questo periodo. Skurge, il boia di Asgard, tiene da solo un ponte contro un esercito di morti. La storia si legge senza conoscere la saga che la circonda, tanto il suo tema è semplice: un personaggio secondario, un atto di coraggio. È la migliore dimostrazione di ciò che fa Simonson quando la narrazione si stringe.
Alcuni numeri più avanti, la serie si concede una deviazione più leggera: Thor viene trasformato in rana per un'avventura dal sapore di favola. Il tono sembra stonare con ciò che precede, ma appartiene alla stessa logica, quella di trattare la mitologia nordica con libertà. Questi episodi sono pause utili prima di ciò che segue, che richiede più attenzione.
Formato consigliato: edizione raccolta. Se vuole un singolo albo per sé, il 362 è il più simbolico e il più ambito del periodo.
Tappa 4: la fine del ciclo, dalla TVA al numero 382
La fine del periodo si legge meglio con le tappe precedenti in mente. Il numero 372 introduce la Time Variance Authority, un'amministrazione incaricata di sorvegliare le linee temporali, che ha avuto da allora una lunga vita. Simonson scrive il ciclo fino al 382, ma Sal Buscema disegna l'ultimo tratto a partire dal 368, cambiando il tratto senza cambiare la voce della storia.
Questa tappa è più impegnativa: chiude trame seminate trenta numeri prima e chiede di ricordarle. Per i lettori che scoprono Thor attraverso Loki, la scheda di Loki offre altre strade verso la stessa mitologia. Il lavoro di Buscema su questi numeri è descritto nei principali artisti di Thor.
Formato consigliato: edizione raccolta o omnibus, perché il finale ha senso solo con il resto. I singoli albi di questa parte perdono quasi tutto il loro significato senza i numeri precedenti.
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Tappa 5: Fantastic Four dal n. 334 al 354
Dopo Thor, Simonson si dedica a un'altra serie fondatrice di Marvel: scritta e disegnata dall'autore a cavallo tra la fine degli anni Ottanta e l'inizio dei Novanta, comprende una ventina di numeri, dal 334 al 354. I viaggi nel tempo hanno un ruolo centrale, con una comparsa della TVA e una versione di Doctor Doom con un'armatura rinnovata. Il contrasto con Thor è netto: il ritmo è più nervoso, la posta in gioco più intima, e al centro c'è la famiglia.
Questa tappa serve a misurare la distanza tra due stili di scrittura. È anche più facile da inserire in una collezione di serie, perché i numeri sono consecutivi e la testata resta molto seguita. Per vedere come questo periodo si inserisce nel complesso, consulti la classifica dei run di Fantastic Four, dove è tra quelli più sottovalutati.
Formato consigliato: singoli albi o edizione raccolta; i numeri sono diffusi e non presentano particolari difficoltà di reperimento.
Tappa 6: fuori da Marvel, l'opera più rara
L'ultima tappa raccoglie opere che non assomigliano a Thor. Manhunter, con Archie Goodwin, su Detective Comics nel 1973 e nel 1974, è una serie breve e concisa, molto apprezzata dagli appassionati della storia del medium. The Star Slammers, la space opera personale di Simonson, è apparsa per la prima volta nel 1983 in un album Marvel. Orion, alla DC negli anni Duemila, riprende un personaggio di Jack Kirby, e Ragnarok, presso IDW dal 2014, costruisce un mondo nordico tutto suo.
Questi titoli richiedono più ricerca, perché la loro disponibilità varia a seconda del paese e dell'editore. Sono pensati per il lettore che ha già apprezzato le tappe precedenti e vuole misurare la coerenza dell'autore in altri generi. Nessuno è un punto d'ingresso: li legga dopo Thor, non prima.
Formato consigliato: edizioni raccolte, dove esistono. I singoli albi di Manhunter sono datati e più difficili da trovare in buone condizioni.
A cosa fare attenzione durante la lettura
Chi scopre questi numeri guadagna se osserva tre cose. Innanzitutto gli effetti sonori: John Workman, che lettera il n. 337, li colloca dentro la vignetta, fino a farli diventare parte del disegno. Poi l'impaginazione, in cui Simonson alterna pagine molto dense a composizioni ampie e quasi silenziose. Infine il modo in cui i personaggi secondari, Skurge, Bill o Eitri, ricevono un arco proprio invece di fare da sfondo a Thor.
Questa attenzione cambia la lettura. Spiega anche perché il lavoro più classico di Buscema appare diverso alla fine del ciclo: la narrazione resta di Simonson, ma la pagina non ha più lo stesso aspetto. Per misurare quello scarto senza cercare copie, confronti due pagine da un'edizione raccolta, una dal n. 350 e una dal 375.
Come leggere: singoli albi o edizioni raccolte
Per leggere Simonson, le edizioni raccolte sono la scelta giusta: il ciclo di Thor conta quarantasei numeri e beneficia di una lettura senza interruzioni. Per collezionare coesistono due approcci. Uno punta ai numeri emblematici: Thor n. 337, 344, 362, 372. L'altro tenta la serie completa dal 337 al 382, una soluzione che richiede tempo e un budget che controllerà confrontando le offerte nel corso delle settimane.
Un consiglio per il controllo: la carta di questi singoli albi, stampati nei primi anni Ottanta, ingiallisce e si indebolisce facilmente. Quando sfoglia le offerte, chieda foto del dorso e del risvolto interno della copertina prima di chiudere un affare. Se preferisce leggere con meno rischi, prenda un'edizione raccolta e tenga i singoli albi per i numeri che la colpiscono davvero.
Infine, una parola sull'ordine di lettura tra le serie: può inserire la tappa 5 tra la 2 e la 3 senza danni, perché i Fantastic Four formano un insieme indipendente. Però non salti il n. 362: la tappa successiva si capisce meglio con quel numero.
Riepilogo: l'ordine consigliato
- Thor n. 337 a 339 (1983), l'arrivo di Beta Ray Bill.
- Thor, da Malekith (n. 344) alla saga di Surtur.
- Thor n. 362, Skurge al ponte, poi l'episodio della rana.
- Thor n. 372 (la TVA) fino al 382, con Sal Buscema ai disegni.
- Fantastic Four n. 334 a 354, all'inizio degli anni Novanta.
- Fuori da Marvel: Manhunter, The Star Slammers, Orion e Ragnarok.
Domande frequenti
Inizi da Thor n. 337 a 339, pubblicati a partire dal novembre 1983. Questi tre numeri introducono Beta Ray Bill, formano un arco completo e non richiedono la conoscenza dei numeri precedenti. È l'ingresso più citato e quello a minor impegno di lettura.
Dal n. 337 al 382, quindi quarantasei numeri. Simonson disegna i primi, poi affida i disegni a Sal Buscema dal 368 continuando a scrivere. Un'edizione raccolta in più volumi o un omnibus permette di leggere il resto senza interruzioni.
È consigliato, ma non obbligatorio. I Fantastic Four dal n. 334 al 354 si leggono da soli, ma la TVA, introdotta in Thor n. 372, si comprende meglio se la si conosce già. Leggere prima il ciclo di Thor offre un contesto migliore per le idee che Simonson riprende in seguito.
Sì, ma alla fine del percorso. Manhunter, The Star Slammers, Orion e Ragnarok mostrano un autore che scrive e disegna in altri generi. Queste serie sono più rare e più difficili da reperire, quindi conviene affrontarle dopo i numeri di Thor.
Edizioni raccolte per leggere, perché il ciclo è lungo e merita una lettura continua. I singoli albi originali si addicono ai numeri emblematici come il 337 o il 362. Controlli sempre lo stato della carta, che invecchia male nelle stampe dei primi anni Ottanta.
Possiede un Thor dei primi anni Ottanta o un Fantastic Four degli anni Novanta firmato da Simonson? Lo faccia valutare prima di proseguire nel percorso.
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