Jim Lee: da dove iniziare, ordine e percorso di lettura, illustrazione articolo

Per leggere Jim Lee, cominci da Batman #608-619, l'arco Hush scritto da Jeph Loeb: dodici capitoli autoconclusivi senza prerequisiti. Prosegua con i primi sei numeri di Justice League (2011), poi con Superman Unchained e le collaborazioni con grandi sceneggiatori. Torni quindi a X-Men #1 del 1991 e a Uncanny X-Men #248, prima dell'esordio di WildC.A.T.s su Image e dei primi lavori di Jim Lee per Marvel. Il percorso ha sei tappe, dal più accessibile al più esigente.

Jim Lee è innanzitutto un disegnatore: il suo nome su una copertina promette un tratto, un'impaginazione e un senso dello spettacolo più che una penna. È ciò che rende la sua opera insieme facile da avvicinare e fuorviante. Facile, perché le pagine si leggono a colpo d'occhio. Fuorviante, perché la qualità delle storie dipende da chi tiene in mano la sceneggiatura, e trentacinque anni di carriera tra Marvel, Image e DC non formano una serie continua.

Come sempre in questa guida, solo le informazioni verificate (autori, numeri di albo, date) sono presentate come fatti; l'analisi è nostra, senza riproduzione di tavole o dialoghi protetti.

Non c'è qui un racconto biografico della carriera di Jim Lee, e questa pagina non ne fa le veci: traccia soltanto un percorso di lettura. L'idea è partire dalle storie che si possono seguire senza sapere nulla, quelle che arrivano a una conclusione e le cui edizioni in volume sono facili da trovare, per poi salire verso gli episodi che richiedono un contesto editoriale. Il primo capitolo dell'arco più famoso, Batman #608, ha una propria guida alla collezione dedicata a Batman #608, alla quale la rinviamo per la questione delle varianti.

Jim Lee: il percorso di lettura consigliato, passo dopo passo

Passo 1: Hush, Batman #608-619 (2002-2003)

È la porta d'ingresso ovvia. La storia inizia con Batman #608, datato ottobre 2002, e finisce con il #619: dodici capitoli, sceneggiatura di Jeph Loeb, chine di Scott Williams, colori di Alex Sinclair. Un caso di rapimento porta Batman nelle fogne di Gotham, faccia a faccia con Killer Croc; poi l'indagine si allarga a quasi tutta la galleria dei cattivi, con Catwoman come filo conduttore. Superman attraversa l'arco nella sua parte centrale, e questo permette a Jim Lee di disegnare due icone fianco a fianco.

Perché cominciare da qui? Perché la squadra creativa resta la stessa dal primo all'ultimo capitolo, cosa rara per una mensile di quell'epoca. Vede il tratto di Jim Lee nella sua piena maturità: inquadrature a doppia pagina, sagome dai contorni netti, sfondi gotici densi. La trama si legge come un giallo pieno di scomparti nascosti; alcuni la trovano discontinua, ma nessuno la trova illeggibile.

Impegno richiesto: basso. Dodici albi singoli o un unico volume raccolto, e nessuna conoscenza di Batman oltre al nome. Per misurare il peso dell'arco nella serie, lo studio sul valore di Batman Hush illustra cosa è difficile da trovare e cosa compare ovunque.

Passo 2: Justice League, i primi sei numeri (2011)

Nel 2011 DC rilanciò l'intera linea sotto l'etichetta New 52. La testata di punta, Justice League, affidò a Jim Lee i disegni e a Geoff Johns la sceneggiatura. I primi sei numeri, raccolti con il sottotitolo Origin, raccontano il primo incontro tra gli eroi cinque anni prima del presente dell'universo rilanciato: Batman e Green Lantern si conoscono, Superman è presentato come un giovane eroe ancora poco accettato, e una minaccia venuta da fuori costringe tutti a collaborare.

Questo passo segue il primo per una ragione semplice: la storia è ancora più autoconclusiva di un arco di una serie regolare, perché parte da zero. È anche la migliore vetrina per ciò che Jim Lee disegna meglio, cioè i gruppi. Sette eroi per pagina, ciascuno riconoscibile dalla postura prima ancora di vedere il colore del costume.

Una frase sul contesto editoriale: quello stesso anno Jim Lee ricopriva già un incarico dirigenziale in DC, in tandem con Dan DiDio dal 2010. Questo doppio ruolo spiega in parte perché la sua firma compaia sul lancio più visibile del periodo. Impegno richiesto: basso. Sei numeri, nessun prerequisito, raccolte molto diffuse.

Passo 3: Superman Unchained, Superman For Tomorrow e All Star Batman & Robin

Ora è il momento di mettere Jim Lee a confronto con altri sceneggiatori. Superman Unchained (2013), scritto da Scott Snyder, conta nove numeri e mette Superman di fronte a una minaccia su scala planetaria. Superman For Tomorrow (Superman #204-215, 2004-2005), scritto da Brian Azzarello, immagina un eroe che non riesce a impedire la scomparsa improvvisa di un enorme numero di persone. Il terzo titolo del blocco è All Star Batman & Robin, una serie con sceneggiatura di Frank Miller il cui sottotitolo nomina il giovane compagno dell'eroe. Fu pubblicata dal 2005 al 2008 in dieci numeri.

Questo trio aiuta a capire i limiti del disegnatore: un tratto identico, tre accoglienze diverse. Unchained è generalmente apprezzata per la sua scala grafica, For Tomorrow divide i lettori per il ritmo lento, e All Star Batman & Robin resta una delle serie più discusse del decennio, divisa tra difensori di un tono volutamente sopra le righe e lettori disorientati. Nessuna delle tre è indispensabile, ma ciascuna illumina un aspetto: brillantezza, misura ed eccesso, rispettivamente.

Impegno richiesto: medio. Ogni titolo chiede un piccolo sforzo per entrare nel tono del suo sceneggiatore. Diverse di queste storie hanno avuto un'edizione di grande formato in stile Absolute, che valorizza in particolare le doppie pagine di Jim Lee, ma un'edizione in volume normale basta per giudicare.

Passo 4: X-Men #1 del 1991 e Uncanny X-Men #248

Tornare all'era Marvel richiede di sapere a cosa si va incontro. Jim Lee subentra su Uncanny X-Men a partire dal #248, nel 1989, insieme a Chris Claremont, e in quel periodo fa il suo ingresso Gambit, nel #266 del 1990, disegnato da Mike Collins a partire da un bozzetto alla cui creazione Jim Lee contribuì. Poi arriva X-Men #1, datato ottobre 1991: sceneggiatura di Claremont, disegni di Jim Lee e un record di vendite che non è stato ancora battuto. Coesistono più copertine, il che complica l'acquisto; il confronto delle cinque copertine di X-Men #1 le passa tutte in rassegna.

Cosa porta questo passo: capire da dove nasce l'estetica degli anni Novanta. Costumi, pose e dinamiche delle squadre di mutanti furono fissati da questi numeri prima di essere copiati per dieci anni. Cosa richiede: una certa familiarità con gli X-Men, perché la squadra del 1991 eredita quindici anni di sottotrame. Chi non ha mai aperto un albo di Uncanny X-Men può perdersi, anche se il primo capitolo della serie del 1991 è pensato come porta d'ingresso.

Quali numeri di quegli anni, dal 1989 al 1992, pesano di più? L'elenco degli albi chiave degli X-Men risponde. Impegno richiesto: da medio ad alto. Le molte copertine e le tirature massicce dell'epoca impongono di leggere l'etichetta di ogni copia prima di acquistarla.

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Jim Lee: le sezioni di questo articolo, in ordine di lettura

Passo 5: WildC.A.T.s e la nascita di WildStorm (1992)

Nel 1992 Jim Lee fu uno dei sette artisti che fondarono Image Comics dopo aver lasciato Marvel. Il suo studio, WildStorm, lanciò WildC.A.T.s, con sceneggiatura di Brandon Choi. La premessa è una squadra di eroi nata da un conflitto tra due razze aliene, ambientata in un universo che appartiene all'editore indipendente. La storia di quella scissione è raccontata nell'articolo sui trent'anni di Image Comics.

Questo passo è più impegnativo di quanto sembri. Il disegno è molto riconoscibile, ma l'universo WildStorm si regge su personaggi che non si incontrano altrove, e i primi anni della serie riflettono il gusto dell'epoca per le squadre numerose. In cambio, si tocca un momento decisivo: artisti diventati editori di sé stessi. Lo studio WildStorm si unì poi a DC alla fine degli anni Novanta, e diversi suoi personaggi entrarono nell'universo di quell'editore.

Impegno richiesto: da medio ad alto. La lettura funziona meglio con una raccolta dei primi numeri della serie, che aiuta a orientarsi tra i personaggi. I numeri dell'epoca sono più facili da trovare di quelli Marvel, ma bisogna distinguere le prime stampe dalle ristampe successive.

Passo 6: I primi lavori per Marvel

L'ultimo gradino torna al 1987-1989, quando Jim Lee disegnò i primi albi per Marvel. Tra questi c'è Punisher War Journal, sceneggiato da Carl Potts, dove il tratto si affina numero dopo numero. Sono pagine di apprendistato: interessanti per il lettore che vuole vedere come si costruisce uno stile, meno efficaci come storie.

Sono per chi ha già apprezzato i passi precedenti e cerca l'origine. L'interesse è più documentario che narrativo: si confronta un Punisher del 1989 con il Batman del 2002 e si vede cosa abbiano cambiato quindici anni di mestiere. Per i fan del personaggio, l'hub di Punisher permette di collocare la serie nella sua cronologia.

Impegno richiesto: alto, non per difficoltà di lettura ma perché le edizioni in volume sono rare. Questi albi si leggono soprattutto come singoli o in vecchi volumi omnibus. Si metta in conto uno sforzo di ricerca maggiore rispetto ai passi precedenti.

Come leggere: albi singoli o edizioni in volume

La scelta dipende da cosa le interessa di Jim Lee. Per le storie degli anni Duemila e Duemiladieci, l'edizione in volume è ideale: Hush e Justice League esistono in molti formati, e le edizioni di grande formato danno alle doppie pagine la superficie che richiedono. L'articolo sulle edizioni omnibus rispetto agli albi originali illustra il compromesso tra comodità di lettura e valore dell'oggetto.

Per il 1989-1992 la logica si ribalta in parte. Gli albi singoli di Uncanny X-Men e di X-Men #1 furono stampati in quantità considerevoli, quindi restano accessibili per la lettura, ma le varianti (copertine multiple, edizioni speciali) rendono più complicato l'acquisto di una copia precisa. Un metodo sensato: leggere prima in un'edizione in volume, e acquistare albi singoli solo per gli episodi di cui si vuole la copia fisica, controllando la copertina esatta.

Un'ultima abitudine: essendo Jim Lee un disegnatore, la qualità di stampa conta più che in una storia molto scritta. Carta ingiallita o colori sbiaditi penalizzano la lettura di una pagina molto dettagliata più di quella di un testo. Osservi con attenzione le foto di un annuncio prima di decidere.

Riepilogo: l'ordine consigliato

  1. Hush: Batman #608-619, con Loeb. Impegno basso.
  2. Justice League Origin: i primi sei numeri del 2011, con Johns. Impegno basso.
  3. Superman Unchained, For Tomorrow, All Star Batman & Robin: Snyder, Azzarello, Miller. Impegno medio.
  4. X-Men #1 (1991) e Uncanny X-Men da #248: con Claremont. Impegno da medio ad alto.
  5. WildC.A.T.s: l'inizio di WildStorm su Image, con Choi. Impegno da medio ad alto.
  6. I primi lavori per Marvel: tra cui Punisher War Journal, con Potts. Impegno alto.

Se deve limitarsi a due letture, prenda i passi 1 e 2: stanno in una ventina di numeri e danno la misura del disegnatore in due registri, il noir di Gotham e lo spettacolo di squadra. Se il tratto la convince, prosegua in ordine; se no, si fermi lì, perché i passi successivi non le faranno cambiare idea sullo stile.

Jim Lee: le domande frequenti a cui risponde questo articolo

Domande frequenti

Cominci da Batman #608-619, l'arco Hush, sceneggiato da Jeph Loeb. Sono dodici capitoli, si leggono senza conoscenze pregresse e mantengono la stessa squadra dall'inizio alla fine. Prosegua poi con i primi sei numeri di Justice League, lanciati nel 2011 con Geoff Johns.

Raramente. Nelle storie più celebri la sceneggiatura è di Loeb per Hush, di Claremont per X-Men #1, di Johns per Justice League e di Snyder per Superman Unchained. Jim Lee contribuisce soprattutto con i disegni, con qualche apporto di trama o di idee nei primi anni di WildStorm.

In gran parte sì: il primo numero della serie era stato pensato come porta d'ingresso. Alcuni riferimenti alla squadra dell'epoca restano opachi, ma l'azione si segue senza glossario. Per godersi appieno il seguito, conviene aver letto qualche numero di Uncanny X-Men prima.

I primi lavori per Marvel e i primi anni di WildC.A.T.s: richiedono pazienza e gusto per lo stile degli anni Ottanta e Novanta. Conviene avvicinarsi a loro dopo che Hush o Justice League l'hanno conquistata, decidendo nel frattempo se il tratto la attrae davvero.

Per leggere, le edizioni in volume: Hush e Justice League esistono in molti formati, comprese edizioni di grande formato che mettono in risalto le doppie pagine. Per possedere, gli albi originali dal 1989 al 1992 mantengono il loro fascino, purché controlli la copertina esatta prima di acquistare.

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